Castello Lancellotti
Campania

Castello Lancellotti di Lauro: visita guidata

Intro: Il Castello Lancellotti di Lauro, in provincia di Avellino, è un esempio di residenza signorile, magnificamente conservata. Scopriamo come visitarlo!

A quanti di voi sarà capitato di avere vicino posti affascinanti da visitare e non esserci mai andati?

A me è successo con il Castello Lancellotti di Lauro, in provincia di Avellino, proprio al confine con Nola, a 20 minuti da dove vivo.

Approfittando delle nuove riaperture, ho deciso di visitarlo con Francesco e Mia per godermi questo luogo davvero suggestivo, a pochi passi da Napoli.

Era una residenza signorile di origine longobarda-normanna del X secolo circa.

Ciò che vediamo oggi è la struttura trasformata dall’eclettico principe Filippo Massimo Lancellotti, intorno al 1870.

In precedenza, il castello originario era stato distrutto da un incendio provocato dall’esercito francese, nel 1799, durante una rivolta di Sanfedisti che auspicavano il ritorno dei Borbone

Prima di raccontarvi la visita guidata effettuata con l’Associazione Pro Lauro, ecco brevemente la suggestiva storia del castello.

Castello Lancellotti: storia

Castello Lancellotti di Lauro

Il Castello Lancellotti non ha una datazione precisa di inizio e fine della sua costruzione: i primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono al 976.

Viene citato Raimundo diCastel Lauri“, che potrebbe essere interpretato come abitante sia del Castello che del Casale Lauro.

La denominazione precisa “Castello di Lauro” è presente nei registri della Cancelleria Angioina del 1277, quando la sua custodia venne affidata da Margherita de Toucy, cugina di Carlo I d’Angiò.

Nel tempo, molte famiglie nobili hanno abitato il Castello: nel 1278, passò alla famiglia Del Balzo, successivamente agli Orsini e ai Pignatelli e, infine, nel 1632, la contea venne acquistata dalla famiglia Lancellotti, attuali proprietari.

Il 30 aprile 1799, il Castello fu completamente distrutto (fatta eccezione per un torrione) dall’incendio appiccato dalle truppe francesi per sedare la rivolta degli antirepubblicani.

Nel 1872, il principe Filippo Lancellotti decise di riedificarlo con un’architettura che rispecchiasse la sua personalità eclettica: possiamo ammirare l’alternanza di stile gotico, rinascimentale e barocco.

Il torrione principale supera i 16 metri di altezza, utilizzato come ultima difesa in caso di attacco.

Castello Lancellotti: visita guidata

Torri Castello di Lauro

Per entrare all’interno del Castello Lancellotti, ho prenotato una visita guidata con l’Associazione Pro Lauro.

La struttura è formata da mura merlate, torri e diverse porte di ingresso: siamo entrati dal portone principale in stile rinascimentale.

Il cortile è molto ampio e svettano torri angolari con presenza di gargoyles (come quelli di Notre-Dame di Parigi) e alberi di alloro e lauroceraso.

Il Plastico del Castello originario

In una stanzetta a lato del cortile, c’è l’opportunità di vedere qualcosa di molto insolito: un plastico di com’era il castello all’inizio dei lavori voluti dal principe Filippo Lancellotti.

Di norma, un plastico mostra il progetto di ciò che verrà edificato, in questo caso, invece, ci dà la possibilità di capire come fosse la struttura originaria, distrutta dall’incendio.

Le truppe francesi incendiarono tutto, tuttavia per uscire dal castello utilizzarono il Torrione Occidentale, l’unica cosa rimasta illesa.

La Biblioteca

Continuando la visita, siamo entrati in quella che è stata la mia parte preferita: la biblioteca.

Biblioteca
In questa foto nella Biblioteca, Mia ha in mano una foglia di alloro che la nostra guida ci ha permesso di prendere e con la quale le realizzerò un segnalibro in ricordo di questa giornata.

Il principe era un uomo molto colto, quindi questa stanza era piena di volumi di ogni sorta e profumava di libri antichi e tabacco.

La biblioteca è collegata al chiostro da un passaggio segreto e accanto alla porta di ingresso, c’è un’iscrizione tratta dai Fioretti di San Francesco.

Ingresso al chiostro segreto

La Cappella

La cappella è uno dei luoghi più importanti per il principe, si percepisce appena entrati.

In stile neo-bizantino, presenta degli affreschi, nei quali è raffigurata la storia della famiglia di don Filippo Massimo Lancellotti ed Elisabetta
Aldobrandini
.

Cappella Lauretana

Nell’abside, si mostra in tutta la sua importanza un grande dipinto a imitazione dei mosaici antichi.

Il principe e sua moglie eressero questa cappella “per amore della religione, dell’arte e per la salvezza della propria anima, e vollero costruirla secondo gli esempi delle antiche basiliche romane”.

Affresco finto mosaico

Come esempio, il principe studiò i modelli della Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona e la porta laterale del Duomo di Verona.

Da quest’ultimo, si ispirò anche per la collocazione dei leoni all’ingresso della Cappella Lauretana.

Sopra l’ingresso, si trova il rilievo con la veduta di Nola e le figure dei santi patroni: San Paolino e San Felice.

Epigrafe di Nola

Uscendo dalla Cappella, ci si ritrova di fronte al lussureggiante secondo cortile.

Il secondo cortile e il Giardino all’italiana

secondo cortile

Al centro, c’è una fontana con una particolarità curiosa ed enigmatica: è decorata con lo stemma dei Pignatelli – le 3 pignatte.

Nel giardino che la circonda, tra le piante, c’è anche l’Albero del Corallo, voluto dal principe e importato dal Sud America.

Da qui si può ammirare anche il sottostante giardino all’italiana, con la presenza di un pozzo medievale come segno dell’antichità del luogo.

Giardino all'italiana

Le sale del Castello

Siamo poi entrati nella parte abitativa del castello, costituita dalla Sala della Musica, la Sala delle Armi, il Salone Rosso.

Tutti ambienti che lasciano senza fiato, ognuno a modo proprio, in linea con l’eclettica personalità del principe.

Vi consiglio di lasciarvi trasportare dall’atmosfera e di ascoltare il racconto della guida che vi accompagnerà, perché chi ama certi luoghi, è capace di farli amare.

Entrando nella passando da una sala all’altra, abbiamo avuto modo di vedere anche la Sala del Biliardo, dove ci è stata svelata la storia del fantasma che abita il castello.

Sembra che Maria Longo, dama di compagnia della principessa, sia voluta restare a proteggere gli averi della sua signora, mentre le truppe francesi incendiavano il Castello.

Una volta trovata da sola, i francesi la bruciarono viva. Da allora, sembra che il fantasma di Maria aleggi per le stanze e si diverta a farsi sentire con rumori strani e, a volte, muovendo le palle del biliardo.

“I ribelli si arroccarono sul Castello, facendo fuoco sui Francesi. Ma con scarso esito: costretti ad abbandonare la rocca e a darsi la fuga, lasciarono i soldati padroni della situazione. I Francesi assalatarono il già deserto maniero. Irrompono nelle sale, ove accastano tavoli, divani, quadri, arazzi e quant’altro sia incendiabile. Vi danno fuoco. Le fiamme investono le pareti, mangiano le finestre, divorano le mura.
Ma qualcuno si aggira ancora tra quelle sale: Maria Longo, che inveisce contro gli assalitori i quali… con crudeltà… la gettano ancora viva tra le fiamme. Triste spettacolo si presentò ai Lauretani che si erano rifugiati sulle montagne: videro fiammeggiare tutto ciò che rimaneva del loro paese…”

Sala d'armi

Le scuderie

Ultima tappa della visita guidata sono state le scuderie, dove abbiamo potuto ammirare le carrozze dei principi e un cavallo in legno, usato come appendiabiti dal principe quando si cambiava d’abito per andare a cavalcare.

Dopo la morte del principe Filippo Massimo Lancellotti nel 1915, le proprietà immobiliari della famiglia e le opere d’arte furono suddivise tra i figli: il primogenito Giuseppe (1866-1945) ebbe il castello di Lauro.

L’itinerario è stato davvero bello e si può visitare tranquillamente anche con i bambini.

Castello Lancellotti: informazioni utili

Castello di Lauro

Ecco alcune informazioni per visitare il Castello Lancellotti di Lauro, iniziando dagli orari:

  • 1 Novembre – 31 Marzo: 10:15 – 11:45 – 16:00 – 17:30;
  • 1 Aprile – 31 Ottobre: 10:15 – 11:45 – 16:00 – 17:30.

Per prenotare e verificare date e orari disponibili, bisogna contattare l’Associazione Pro Lauro in whatsApp al numero 3274574630.

I posti sono limitati, il prezzo della visita guidata è di €5 e i bambini sotto i 10 anni non pagano. Il giro dura un’oretta.

Per partecipare è necessario:

  • l’uso della mascherina;
  • mantenere una distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone.

Come arrivare al Castello Lancellotti + mappa:

  • autostrada A30 (Caserta-Salerno), uscita Nola: proseguite per S.Paolo Bel Sito e imboccate la S.S. 403 per il Vallo di Lauro. Oppure uscita Sarno: proseguire fino a Palma Campania e imboccare la provinciale per Lauro;
  • autostrada A17 (Bari-Napoli), uscita Baiano: proseguire fino a Nola e, da qui, per S.Paolo Bel Sito da dove prenderete la S.S. 403 per Lauro.

Proprio all’ingresso del Castello, c’è un comodo spiazzo dove parcheggiare.

Nel caso in cui dopo oppure prima della visita al Castello, vorreste fermarvi per pranzare o cenare, vi consiglio questi 3 posti dove mangiare nelle vicinanze:

  • Il Cerqueto;
  • Il Fossato;
  • Antica Fraconia.

Per dormire a Lauro, nella splendida atmosfera del borgo, vi consiglio due B&B:

Se siete interessati ad approfondire la storia architettonica e artistica del Castello Lancellotti, vi consiglio di leggere questa tesi di laurea: “La ricostruzione del Castello nel contesto del paese di Lauro fra Ottocento e Novecento”.

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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