Elena Varvello Solo un ragazzo
Libri

Solo un ragazzo di Elena Varvello, edito Einaudi

Intro: Elena Varvello arriva in libreria con il suo nuovo libro “Solo un ragazzo” e conquista tutti!

Quando per caso su Instagram mi sono imbattuta in alcune foto che ritraevano il libro “Solo un ragazzo” di Elena Varvello, la mia attenzione è stata attratta dalla copertina.

Una persona di spalle con una giacca verde dove, guardando attentamente, è come riflessa la figura di spalle dell’autrice.

Un gioco di colori, immagini e originalità, difficili da trovare nel mare di copertine pubblicate in libreria oppure sui social ogni giorno.

Così, incuriosita, sono andata a cercare la trama e mi sono ritrovata di fronte ad un libro non catalogabile in nessun genere particolare: non è un giallo, non è un thriller, non è un romanzo psicologico, non è una storia vera, non è pura finzione, non è drammatico.

Allora cosa ci si deve aspettare leggendolo?

“Solo un ragazzo” non è una di queste cose, è tutto questo e molto di più!

Ecco di cosa parlo nel post

Trama

“Tutta la verità. Ma obliqua.”

Intraducibile Emily Dickinson, se non con nuove figure, nuove immagini, una nuova storia.

È quello che fa Elena Varvello con “Solo un ragazzo”, che a sua volta è la risposta semplice e assoluta a una domanda che urge per tutto il libro:

«Che cosa sei?»

È ciò che chiedono i padri e che soffrono le madri di fronte all’enigma dell’adolescenza.

Un’età che fugge e sfugge, un’età malvagia e innocente, che conserva e spreca: l’età della contaminazione.

C’è un ragazzo, solo un ragazzo, al centro di questo libro, che rifiuta e rifiuta e basta.

Commette infrazioni via via più importanti che travolgono senza possibilità di scampo chi gli sta intorno e tenta una vita accettabile, nella normalità: la madre, il padre, le sorelle fra loro così diverse, e i suoi possibili, incerti avatar.

Il ragazzo è dappertutto e quindi in nessun luogo, è «un’ombra, un dubbio, una storia che passa di bocca in bocca».

È una specie di ready-made della vita, una cosa comune, quasi banale, che però modifica con la sua sola presenza tutta la realtà che gli gira intorno.

Costruisce un rifugio nel bosco con i rifiuti del mondo accettato, ruba, sì, ma cose da nulla, minaccia, e forse uccide, di certo ne muore.

In lui la vita batte oltre il ritmo normale.

In lui la vita comanda.

Non ha bisogno di una logica di cause ed effetti.

Appare e si dà.

E noi lettori, come i personaggi di questa storia, siamo dei bricoleur dell’impossibile: ci arrabbiamo, ci impegniamo, amiamo, perdoniamo, piangiamo senza però troppo influire sulla forza di gravità esistenziale che ci muove e che muove tutto il libro di Elena Varvello.

È una forza che ci attrae dentro ogni pagina, che ci fa diventare volta per volta tutti i personaggi, che ce li fa capire, che ce li fa raddoppiare dentro la nostra sensibilità.

Per incantesimo.

Recensione

L’ho letto in una sera, in poco più di due ore, tutto d’un fiato, non riuscendo a staccarmi dalle pagine.

Questo libro è come uno stato d’animo, incerto e inquieto; un racconto sussurrato, un alito di vento su una storia fatta di rimorsi.

La storia di una famiglia che deve affrontare un dolore impossibile da gestire: la perdita di un figlio e di un fratello.

Il romanzo è potente, ogni parola ha uno scopo preciso e i fatti vengono svelati pian piano, pagina dopo pagina, ricomponendo la storia un pezzo alla volta.

Un ragazzo, adolescente, che cerca il senso di un’esistenza complicata e lo trova nella morte.

Due genitori e due sorelle con il peso di una vita piena di rimpianti:

“Avremmo potuto fare di più? Era solo un ragazzo”.

Un’affermazione che assume più significati, in base a chi la dice e chi l’ascolta.

Il libro inizia nel 2009, quando alcuni adolescenti annoiati trovano nel bosco una capanna apparentemente disabitata, anche se sembra aleggi una presenza misteriosa.

Subito dopo questa scoperta, conosciamo Sara e Pietro, due genitori anziani che 20 anni prima hanno perso un figlio adolescente.

I due hanno sempre affrontato questo dolore in modo diverso, così come hanno fatto le due sorelle del ragazzo.

L’estate del 1989 ha sconvolto completamente le loro vite, mostrando i limiti caratteriali di ognuno.

Ma anche i tratti più forti e coraggiosi.

La caratterizzazione dei personaggi è intensa, le atmosfere evocative, una serie di suggestioni, capaci di far aleggiare nell’aria una presenza silenziosa.

Un ragazzo. Solo un ragazzo.

Cos’è accaduto davvero quell’estate? E cosa c’entra la scoperta iniziale della casa nel bosco?

Non ve lo dirò, lo capirete leggendo il libro. E lo amerete.

Come, alla fine, amerete ogni personaggio, atmosfera e analisi psicologica, in queste pagine soffiate dal vento.

Tutto è reso da una scrittura incredibile, che riesce a evocare le emozioni anche dalle parole non dette.

Un libro indimenticabile che mi ha profondamente commossa, sbattendomi in faccia il dolore del mondo intimo di una famiglia, dove una delle più grandi difficoltà è la mancanza di comunicazione.

Da leggere. E rileggere.

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Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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