Vivian Maier mostra
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Vivian Maier a Trieste: The Self-portrait and its Double

Intro: Gli scatti di Vivian Maier in mostra a Trieste al Magazzino delle Idee fino al 13 ottobre. Scopriamoli insieme!

Se mi conosci un po’ sai che tra i miei fotografi preferiti, ci sono senza ombra di dubbio Steve McCurry e Vivian Maier.

Così quando ho ricevuto l’invito per visitare la mostra di Vivian Maier al Magazzino delle Idee di Trieste, ho pensato che sarebbe stato davvero un peccato perdermela.

Certo, Trieste non è proprio dietro l’angolo da Napoli, tuttavia invece di rinunciarci ho deciso di mandare un’inviata speciale: Ylenia Pravisani di Viaggia con Yle.

Ecco il racconto della mostra attraverso i suoi occhi.

Vivian Maier e i suoi scatti

Vivian Maier mostra

Vedere le fotografie di Vivian Maier è come fare un viaggio attraverso scene e personaggi comuni.

Vedere quelle fotografie dal vivo è come compiere quel viaggio in sua compagnia, abbracciando il suo punto di vista e lasciandoci accompagnare dentro la sua personalità. 

Questo è il significato della mostra fotografica di Vivian Maier a Trieste

Sono stata scelta da Sara come sua inviata speciale alla mostra di Vivian Maier a Trieste e conoscendo la sua passione per quest’artista non potevo dirle di no! 

Si è rivelata un’occasione unica, perché è stato come prendere parte ad un viaggio silenzioso fatto di scatti rubati, riflessi, inquadrature e attimi immortalati da Vivian e dalla sua macchina fotografica

Prima di iniziare a leggere del viaggio fatto tra le mura del Magazzino delle Idee, sede della mostra, leggi l’articolo che Sara ha dedicato a Vivian Maier e ad un libro che parla della fotografa.

Vivian Maier e le date salienti della sua produzione fotografica

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Vivian Maier è una donna umile, nata a New York da madre francese e padre di origine austro-ungarica.

Trascorre tutta la sua vita in anonimato lavorando come bambinaia tra New York e Chicago

Compra la sua prima macchina fotografica nel 1952, la Rolleiflex e inizia a fotografare scene di vita quotidiana, ritratti di persone e bambini mentre si muovono nel loro spazio senza che se ne accorgano. 

Nel 1956 si trasferisce a Chicago e nella casa dove vive e lavora, allestisce il suo laboratorio camera oscura nel bagno privato della sua stanza. 

Negli anni ’70 e ’80, ha inizio una nuova era per la sua produzione, scatta le prime fotografie a colori con la sua Leica, ma non solo, inizia a riprendere dei filmati in Super 8mm e 16mm

Il decennio che va dal 1990 al 2000 segna la sua storia e anche la nostra. 

Vivian racchiude tutta la sua collezione di libri, ritagli di giornale, pellicole e stampe in un magazzino, sequestrato assieme ai beni in esso contenuti per regolare gli arretrati dell’affitto ancora dovuti. 

John Maloof e la sorprendente scoperta

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Nel 2007, John Maloof impegnato in una ricerca sulla città di Chicago, acquista ad un’asta gli oggetti appartenuti a Vivian Maier.

Facendo ordine rinviene una cassa con centinaia di negativi e rullini ancora sviluppare. 

Pubblica alcuni scatti fatti da Vivian su Flickr, ottenendo grandi apprezzamenti dalla community online e decide di approfondire le ricerche sulla storia della donna. 

Vivian Maier: mostra The Self-portrait and its Double

Eccoci alla mostra: un percorso che parte dalla biografia dell’artista, raccontata in sintesi sugli specchi, oggetti dove lei si rifletteva per poi immortalare il suo ritratto. 

Prosegue tra le varie aree, dapprima con le fotografie in bianco e nero, poi con gli scatti a colori e i video, fino terminare con il documentario “Finding Vivian Maier”

Mi sono presa un’ora e mezza per guardarlo fino alla fine e solamente in questo modo ho potuto conoscere la personalità di quest’artista rimasta nell’ombra per troppo tempo

Mi hanno colpito le parole dei protagonisti, che la definivano una persona strana e taciturna, con al collo la sua inseparabile Rolleiflex, e mi sono chiesta cosa avrebbe potuto raccontarci ancora della sua fotografia se avessimo visto prima i suoi scatti. 

Dietro al suo silenzio, dietro ad ogni autoritratto si nascondeva la sua voglia di ricercare disperatamente la traccia della sua identità

L’esposizione: autoritratti, riflessi allo specchio e ombre 

Vivian Maier mostra

Il senso dei suoi autoritratti è molto profondo, perché cerca di fissare la sua presenza in un determinato posto e momento, così come il significato delle ombre, altra caratteristica distintiva della sua produzione fotografica. 

L’ombra per lei è la copia in negativo del corpo, capace di rendere presente ciò che è assente. 

Tutto questo fa pensare alla sua condizione sociale, l’essere anonima e invisibile all’interno della società in cui viveva: la fotografia era il modo per provare che lei c’era, anzi che lei c’è. 

Vivian Maier: scatta la tua Polaroid

Vivian Maier mostra

Alla fine della mostra fotografica, è stato allestito un angolo dedicato agli spettatori con l’invito a scattare le proprie foto con il punto di vista e la tecnica di Vivian Maier.

Due specchi, uno di fronte all’altro e non resta che giocare con le inquadrature per immortalare la propria presenza, ma non è finita qui!

Si può richiedere la Polaroid per scattare il proprio ritratto istantaneo e appenderlo al muro, assieme a tutti gli altri. 

Come raggiungere il Magazzino delle Idee a Trieste

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Il Magazzino delle Idee di Trieste è un polo culturale nato dal recupero di alcuni immobili presenti sul Corso Cavour, che dalla Stazione Ferroviaria porta alla centralissima Piazza Unità.

La struttura è facilmente raggiungibile a piedi

L’edificio – sede di diverse mostre ed eventi – fa parte dei beni dell’Ente per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPaC), è gestito dal Servizio Promozione e Valorizzazione del Territorio Culturale ed è protetto dalle Belle Arti.

Informazioni utili sulla mostra di Vivian Maier a Trieste

Date e Orari: La mostra è stata prorogata fino al 13 ottobre 2019 ed è visitabile da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 20. 

Il costo del biglietto intero è di 6€, mentre il prezzo del biglietto ridotto è di 4€.

Sul sito è possibile verificare i requisiti per avere il biglietto ridotto o l’ingresso gratuito.

Se visiti la mostra Vivian Maier: The Self-portrait and its Double puoi pubblicare le tue foto e la tua opinione usando gli hashtag ufficiali #IamVivian e #magazzinodelleidee.

Io e Ylenia speriamo che questo articolo ti sia piaciuto, possa esserti utile e ti dia lo spunto a seguirci ancora nelle nostre collaborazioni.

Ylenia Pravisani, Laureata alla Triennale in Scienze del Turismo con la specializzazione in Marketing del Turismo. Attualmente, seguo un Master in Digital Marketing e racconto il Friuli Venezia Giulia nel mio blog "Viaggia con Yle".

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