Cosa vedere a Pompei
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Cosa vedere a Pompei: un tuffo nei fasti dell’antica Roma

Gli scavi di Pompei rappresentano una delle testimonianze meglio conservate a livello sia architettonico che artistico dei fasti dell’antica Roma.

Tra i vicoli e le piazze della città emersa dalle ceneri del Vesuvio è possibile infatti rivivere in prima persona uno scorcio di quella che era la vita quotidiana ai tempi dell’Impero.

Scopriamo insieme cosa vedere a Pompei.

Le origini e la crescita della città di Pompei

Cosa vedere a Pompei

Conosciuta come una delle città più famose dell’Impero Romano, Pompei ha in realtà origini ben più antiche.

Fondata intorno all’VIII secolo a.C. dagli Osci, che si stabilirono nei pressi del fiume Sarno alle pendici del Vesuvio, Pompei ha conosciuto diverse dominazioni prima di entrare nell’orbita romana.

Passata sotto il controllo di greci, etruschi e, infine, sanniti, la città fu considerata per secoli uno dei centri commerciali più rilevanti per l’epoca e, dunque, nelle mire delle popolazioni egemoni nei diversi periodi storici.

Nell’ultimo quarto del III secolo a.C. Pompei fu conquistata, come praticamente l’intera area del Mediterraneo, dai Romani, che ne fecero una delle città più attive dal punto di vista sia commerciale che agricolo.

In grado di produrre ingenti quantità di vino e olio e di esportare anche all’estero i suoi eccellenti prodotti, frutto di una terra tanto fertile, Pompei faceva parte di quella zona conosciuta come Campania Felix.

È proprio sotto i Romani che Pompei conobbe il suo periodo d’oro, durato sino alla tragica fine della città, determinata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che distrusse anche le città di Ercolano, Oplonti e Stabia.

Archeologia e storia: cosa vedere negli scavi di Pompei

Oggi Pompei, in provincia di Napoli, è una delle città più conosciute a livello mondiale per ciò che riguarda le testimonianze visibili sulla vita nell’antica Roma.

Proprio la lava e le ceneri eruttate dal Vesuvio hanno infatti consentito di conservare intatte costruzioni, monumenti e piazze della città, oltre che di ottenere calchi in gesso del tutto realistici che documentano gli ultimi attimi di vita della popolazione pompeiana.

Per questo motivo visitare Pompei è una delle esperienze più emozionanti e affascinanti che si possano vivere, un vero e proprio tuffo nelle abitudini e nella quotidianità ai tempi dell’Impero, all’interno di una città conservata quasi perfettamente.

Pompei è in primis un esempio lampante delle eccellenti capacità dei Romani in fatto di urbanistica, una città moderna sotto ogni punto di vista nonostante si parli di quasi 2000 anni di distanza dai giorni nostri.

È possibile per esempio osservare la perfetta progettazione della pianta cittadina, basata sulla presenza di un “decumano” – “Via dell’abbondanza” – ossia una strada principale che percorreva tutta la città per il lato lungo, e di un “cardo”, perpendicolare al decumano.

Da questa intersezione partivano poi tutte le strade minori secondo uno schema a scacchiera, simbolo di ordine e razionalità.

Su questo tracciato si collocavano edifici privati e pubblici, piazze, templi e ogni altro spazio dedicato alle attività quotidiane, dal commercio al divertimento.

Edifici pubblici e privati perfettamente conservati

Cosa vedere a Pompei

Durante la visita agli scavi di Pompei è dunque possibile entrare in contatto con la quotidianità degli antichi Romani, di qualunque classe sociale.

Cosa vedere a Pompei?

Sono numerose, per esempio, le “domus” romane da visitare, caratterizzate dalla presenza delle diverse camere interne e da atri e peristili dedicati invece ai momenti di socialità e condivisione.

Tra tutte spicca la cosiddetta Casa del Fauno, collocata in via della Fortuna, che si articola su circa 3000 metri quadri ed è considerata una delle abitazioni più antiche e ricche della città, probabilmente di proprietà di una persona nobile dell’epoca.

Mentre la Casa dei Vettii è una delle ville romane meglio conservate della città.

Prende il nome dai ricchi mercanti che un tempo vivevano qui.

Il complesso è progettato per coccolare i suoi occupanti e stupire i suoi ospiti con una serie di sale di intrattenimento, che circondano un ampio cortile centrale racchiuso da colonne.

All’interno del peristilio si trovano statue, bacini e fontane che sgorgano dall’acqua.

Altra casa da visitare è la Casa del Poeta Tragico, famosa per le decorazioni, che comprendono affreschi e mosaici sorprendentemente grandiosi per le dimensioni relativamente ridotte della casa.

Un elaborato mosaico pavimentale, raffigurante attori che si radunano nel backstage, ha portato gli archeologi a credere fosse la casa di un importante poeta o scrittore.

Vicino all’ingresso c’è un mosaico con le parole “Attenti al cane”, un avvertimento per i visitatori.

Tra le ville pompeiane è assolutamente da visitare la Villa dei Misteri.

All’esterno di Pompei, sulla strada verso il porto della città, si trovano le sue rovine ben conservate.

La Villa Romana presenta affreschi meravigliosamente conservati che sembrano raffigurare una donna iniziata al culto proibito di Dioniso, il dio della decadenza, noto come Bacco ai Romani.

Il termine “misteri” si riferisce a questo rito di iniziazione segreta.

Similmente a una città contemporanea, Pompei si componeva poi di aree dedicate al commercio: particolarmente suggestiva, a tal proposito, è la visita all’interno di negozi e botteghe, dal panificio alla pescheria.

Passeggiando per le vie dell’antica Pompei sono poi tante le testimonianze di quanto i Romani amassero i piaceri della vita, dal cibo al gioco, fino all’eros.

Tra le botteghe tuttora perfettamente conservate è possibile visitare per esempio:

  • le osterie in cui il popolo amava fermarsi per gustare i propri piatti e bevande preferite;
  • la Fullonica, uno dei più importanti e completi laboratori per il lavaggio e il trattamento dei tessuti;
  • le tabernae lusoriae, ossia vere e proprie sale dedicate al gioco dei dadi, dell’astragalo e non solo, passatempi in grado di appassionare tanto la plebe quanto i personaggi più in vista della borghesia e della vita politica, inclusi gli imperatori Claudio, Augusto, Nerone e Caligola.

Non dimentichiamo di citare il Lupanare di Pompei, il più grande dei numerosi bordelli della città.

Disponeva di 10 piccole stanze, nelle quali piattaforme di mattoni sormontate da materassi servivano da letti.

Alcuni dei dipinti murali del Lupanare sono di natura sessuale, graffiti che servivano alle prostitute per mostrare alla clientela i servizi offerti.

Altro luogo pubblico importante per la città sono le Terme, bagni pubblici, poiché poche case avevano bagni privati.

Erano aperte a tutte le classi sociali, compresi gli schiavi, sebbene uomini e donne facessero il bagno separatamente.

Il Foro e l’Anfiteatro, luoghi simbolo dell’antica Pompei

Cosa vedere a Pompei

La scoperta dell’antica Pompei non può prescindere dalla visione di due luoghi simbolo della città, ossia il Foro e l’Anfiteatro.

Il primo rappresenta il cuore pulsante della vita sociale, economica e culturale pompeiana, oltre a essere sede del Tempio di Apollo, edificio di culto tra i più antichi di tutta Pompei.

Presso l’Anfiteatro, invece, si tenevano giochi e battaglie tra gladiatori, una vera e propria arena dedicata allo spettacolo più amato dagli antichi Romani, che qui vi si ritrovavano durante le occasioni di festa e di divertimento.

I Templi

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I templi di Pompei sono senza dubbio un’altra cosa affascinante e suggestiva da ammirare nel sito archeologico di Pompei.

Tra tutti, il Tempio di Apollo è quello più significativo a livello architettonico.

Il Tempio di Apollo di fronte al Foro della città, illustra i cambiamenti negli stili architettonici, verificatisi dai suoi inizi nel VI secolo a.C. al momento della sua distruzione nel 79 d.C.

Il progetto originale etrusco fu modificato dai Greci e poi ampliato dai Romani, con l’aggiunta di un perimetro di colonne esterne.

La maggior parte delle statue in bronzo originali del tempio si trovano ora nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al loro posto ci sono una copia di Apollo e un busto della dea Diana.

Calchi dei corpi carbonizzati dall’eruzione

Cosa vedere a Pompei

Coloro che non fuggirono dalla città di Pompei prima dell’eruzione furono condannati a morte e i loro corpi furono sepolti dalle ceneri calde.

Nel 1870, Giuseppe Fiorelli usò una tecnica basata sul riempimento degli spazi vuoti con intonaco liquido per produrre calchi perfetti delle vittime dell’eruzione.

Una volta indurito il gesso, il terreno circostante è stato rimosso e la figura è stata portata alla luce.

Questa tecnica è stata utilizzata per produrre una serie di calchi di corpi umani, animali e oggetti.

L’edificio in cui erano originariamente ospitati subì ingenti danni durante la seconda guerra mondiale e ora si trovano in diversi punti intorno alle rovine di Pompei e al Museo Archeologico di Napoli.

Il “Giardino dei fuggitivi” detiene il maggior numero di vittime trovate in un unico posto.

Orari e Biglietto

Sei pronto a visitare Pompei?

Orari di apertura:
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 9.00 – 19.30
Sabato e domenica apertura 8.30 – ultimo ingresso 18.00.

Dal 1 novembre al 31 marzo: 9.00 – 17.00
Ultimo ingresso 15.30 – Sabato e domenica apertura 8.30.

Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre
Prezzo biglietti – validità 1 giorno: Intero, € 15,00

Ti consiglio di acquistare il tuo biglietto con ingresso prioritario per SALTARE LA FILA.

Dove dormire a Pompei

Se hai deciso di dormire nei pressi dei sito archeologico di Pompei, per visitare le rovine in più giorni e con la calma necessaria, ecco una mappa per trovare l’alloggio migliore per le tue esigenze.

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Spero di esserti riuscita a dare le informazioni necessarie per programmare la tua visita a Pompei.

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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