terremoto di Amatrice
Libri

Recensione “Amatrice non c’è più ma c’è ancora” di Elena Polidori

Intro: “Amatrice non c’è più ma c’è ancora”, un bel libro da leggere tutto di un fiato, tra tanta nostalgica memoria e un presente figlio della tragedia.

Tra flashback e ricordi, Elena Polidori, giornalista professionista del quotidiano Repubblica, ci ha donato un bel libro, intitolato “Amatrice non c’è più ma c’è ancora”.

La scrittura accattivante, unitamente alla freschezza dei ricordi, ci racconta di una comunità allargata, in cui la presenza diventa palpabile per tutti i componenti che, benché di variegata composizione, sono dispersi in decine di frazioni, e hanno sviluppato un concetto opportuno di vicinanza.

Ricordi di una tragedia

Il libro alterna ricordi, a volte struggenti, a volta simpatici, alle crude immagini della tragedia vissuta in diretta.

La luce che salta, finestre che sbattono, vetri che si rompono,

“cumuli di detriti che seppelliscono memoria e ricordi tangibili”.

E, poi, le coperte che spuntano, le telefonate preoccupate, e segnate dall’ansia, di qualche congiunto lontano.

Il pianto accompagnato dalla conta:

“Manca qualcuno? Chi manca?”

Nel dolore della tragedia, che si profila, tutti si abbracciano e si baciano dimenticando, anche, qualche preesistente motivo di astio.

L’arrivo delle prime ambulanze, di qualche elicottero, i primi soccorsi, sono il segno della tragedia che si profila.

Il black out telefonico acuisce il disagio, e alimenta l’ansia.

Amatrice è cancellata, niente è al suo posto.

Aumenta, ora dopo ora, il numero dei morti e dei feriti. A tutto fa da corollario lo strazio dell’omelia tenuta durante i funerali.

Ma il libro, come detto, è anche ricordi.

Tra questi emergono personaggi di straordinaria semplicità, uniti anche dal cibo genuino, elemento determinante di una cucina famosa in tutto il mondo, tra cui gli eccellenti formaggi.

Il ritorno per le vacanze nel paese dove ci sono le proprie radici, diventa occasione per incontri di disarmante semplicità, con ritratti di situazioni e persone di rara efficacia.

terremoto di Amatrice

La forza di “Antonio”

Malgrado le solite promesse della politica nazionale, che non ha perso occasione per delle inutili passerelle, i cittadini di Amatrice scoprono le qualità di Sergio, il Sindaco impegnato nell’affrontare le varie emergenze, con il suo carattere burbero.

La capacità di reagire viene impersonata da Antonio che, normalmente, viveva a Roma.

Dopo un primo momento di disorientamento, Antonio decide di rimanere ad Amatrice e sentirsi amatriciano, per condividere con gli autoctoni la vita dello sfollato.

Di grande impatto, infine, è la descrizione, che l’autrice fa, di luoghi caratteristici, come Poggio Vitellino, ad esempio, della cittadina laziale.

Un libro da leggere

È un libro, comunque, da leggere e consigliare perché fa capire come si può essere felici e sereni con poco.

Ma, come in questo caso, lo scopriamo tutti, a pensarci bene, sempre in ritardo.

Il devolvere i proventi che le spettano dalla vendita del libro al comune di Amatrice per la ricostruzione, è la ciliegina sulla torta che l’autrice Elena Polidori regala, ad ulteriore testimonianza della genuinità della scrittura.

A cura di Gennaro Ambrosino

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.