Napoli Sotterranea
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Napoli sotterranea: affascinante percorso nel cuore della città

Intro: Ho deciso di farti conoscere un itinerario che racconta la storia del sottosuolo di Napoli e della città sotto la città. Vieni con me, ti porto a Napoli Sotterranea!

Non è mai facile descrivere la mia città, perché rischio di sembrare troppo di parte, ma quando scopro delle meraviglie che lasciano senza fiato, come Napoli Sotterranea, come faccio a non condividerle?

Cosa vedere a Napoli, della quale tutti conoscono le bellezze di arte, paesaggi e cultura da cartolina.

Quelle evidenti, alla luce del sole. Palazzi, strade, monumenti e scenari ricchi di storia, folklore e tradizioni.

Ma le cartoline hanno sempre anche un retro, no?

Quello in cui si scrivono emozioni di viaggio per raggiungere il cuore di chi, in quel momento, non è con noi, ma le riceverà e potrebbe decidere un giorno di visitare quel luogo.

Ecco. Voglio scrivere per te di ciò che non si vede, di un luogo suggestivo ed emozionante.

Voglio farti conoscere la storia del sottosuolo di Napoli e della città sotto la città.

Ti porto a Napoli Sotterranea!

La mia guida è stata Marialia Izzo, che ringrazio per la professionalità, la chiarezza e la disponibilità.

Napoli Sotterranea: come arrivare

L’ingresso si trova proprio accanto alla Basilica di San Paolo Maggiore, a Piazza San Gaetano, nel cuore del centro storico, ed è segnalato da bandierine bianche e blu.

Per facilitarti, ricorda che questo ingresso si trova su via dei Tribunali.

Questo accesso, ci tengo a dirlo, è l’unico percorso “Napoli Sotterranea” autorizzato. Non esistono altri ingressi in altre zone o sotto le basiliche.

Diffida, quindi, di chiunque utilizzi questi termini per confonderti e qualsiasi informazione ti sia necessaria, richiedila al desk di questo ingresso ufficiale.

Se arrivi dalla Stazione Centrale prendi la Metropolitana Linea 1 e arriva alla fermata di Piazza Dante.

Da lì, a piedi, imbocca via Port’alba e prosegui sempre diritto per via San Pietro a Maiella.

Dopo circa 600 metri, troverai l’ingresso sulla tua sinistra.

Napoli Sotterranea: la storia

I sotterranei, di questo itinerario suggestivo, sono nati nel IV sec. A.C. ad opera dei Greci, che iniziarono ad estrarre il tufo necessario a costruire la Neapolis del IV secolo a.C.

Continuando nell’estrazione di questo materiale, arrivarono fino alle falde del Monte Somma, nella provincia di Volla, trovarono l’acqua e la misero in collegamento con le cisterne attraverso dei cunicoli.

Questi dovevano essere lunghi e stretti, così che il flusso dell’acqua fosse più veloce da una cisterna all’altra.

I sotterranei diventarono così un acquedotto, che approvvigionava la città di Napoli.

Successivamente, i Romani, in epoca augustea, ampliarono l’acquedotto di ben 460km quadrati.

L’acqua veniva prelevata in quel periodo alla foce del Serino, ad Avellino, e distribuita in tre diramazioni principali:

  1. una, riforniva Napoli, Casalnuovo ed Acerra;
  2. un’altra, raggiungeva Ercolano, Pompei e Stabia;
  3. la terza, arrivava a Bacoli riempendo la Piscina Mirabilis, un immenso serbatoio di circa 12.000 metri cubici.

Purtroppo, però, nel 1885 il Regno d’Italia dovette decretare la definitiva chiusura dell’acquedotto a causa dell’epidemia di colera dell’anno precedente, che ne aveva contaminato le acque.

Quindi fino al 1942, divenne una discarica abusiva, nella quale si gettavano soprattutto materiali di risulta.

Napoli Sotterranea

Napoli Sotterranea durante la Seconda Guerra Mondiale

Proprio in quell’anno, il 1942, a causa della Seconda Guerra Mondiale, Napoli necessitava di rifugi antiaerei e il Genio Civile pensò di utilizzare i sotterranei, apportando delle modifiche, che ti indico di seguito:

  1. Furono costruite delle scale, dato che prima le uniche vie di accesso e uscita erano i pozzi;
  2. Furono ricoperti tutti i rifiuti con del terreno, anziché asportarli, perché sarebbe stato troppo complicato e dispendioso. Infatti, il piano di calpestio originale si trova 4 metri più in basso;
  3. Furono chiusi tutti i pozzi, per impedire chiaramente che le bombe penetrassero. In realtà, però, un pozzo aperto c’è e si trova sotto l’archivio notarile della Basilica di San Paolo Maggiore. Questo perché i sotterranei potevano ospitare tantissime persone e un minimo di ossigeno era indispensabile.

Perché lasciare aperto proprio quello?

Perché si pensava che le chiese fossero immuni da bombardamenti, ma non fu così.

Infatti, sia questa basilica che il Monastero di Santa Chiara furono colpite dai bombardamenti.

Attraversando il percorso sotterraneo si possono vedere anche dei reperti dell’epoca in cui fu un rifugio, come giocattoli e brandine ritrovati a 36 metri di profondità – sì, una volta entrati si scende dai 36 ai 40 metri!

Ci sono delle brandine perché a causa dei bombardamenti frequenti, le persone preferivano trascorrere nei sotterranei settimane o mesi.

Napoli Sotterranea: la figura del pozzaro

Oltre alle cisterne pubbliche, ne furono create anche di private, e i nobili assoldavano dei servi, detti “pozzari“, per tenerle pulite.

Il pozzaro non veniva pagato dal proprio padrone, quindi risolveva la questione introducendosi attraverso dei pozzi di servizio che sbucavano direttamente nelle case del nobile e rubava gioielli e denaro.

Da qui nasce la leggenda napoletana del “munaciello.

A questo punto del percorso si arriva ad una cisterna, dove sono visibili:

  • una riproduzione di un carrarmato ricostruito dai ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli;
  • delle maschere antigas ritrovate nei sotterranei;
  • degli esperimenti con delle piante, che vivono solo grazie all’umidità per circa 14/16 mesi;
  • un orto ipogeo, con fragoline, basilico e rosmarino.

Da qui, attraversando un cunicolo stretto circa 50 cm e lungo 50 metri, si accede a delle cisterne molto belle, dove con dell’acqua è stato simulato l’acquedotto.

Tutto il percorso in queste vasche riallagate, dalle quali la popolazione di Napoli attingeva attraverso una corda e un’anfora, avviene sul camminamento originario utilizzato dai pozzari.

Questo cunicolo si attraversa con delle candele perché è anche molto buio, ma per chi soffrisse di claustrofobia è possibile attendere fuori per poi ricongiungersi alla guida appena finita la visita a questa zona.

Dopo questa suggestiva zona, dall’atmosfera magica, si raggiunge l’ultima cisterna sotto il chiostro di San Gregorio Armeno, che era comunicante con la chiesa di San Lorenzo Maggiore e lì si incontravano monaci e monache.

Napoli Sotterranea: il teatro greco-romano inglobato

Napoli Sotterranea Teatro Greco Romano

Subito dopo si risale in superficie e si va in vico Cinque Santi, perché la visita è divisa in due parti: l’acquedotto romano sotterraneo e i resti del teatro greco-romano inglobato.

Uscendo, sosterai in Piazza San Gaetano che è stata agorà della civiltà ellenica e successivamente, foro romano.

Attraverso gli scritti di Publio Papinio Stazio si era venuti a conoscenza proprio dell’esistenza di un grande teatro romano alle spalle del foro.

Fa esplicito riferimento a 2 grandi teatri nella città, quello all’aperto e quello coperto, situati alle spalle dell’area sacra dei Tempio dei Dioscuri.

Per questo, gli archeologi dell’associazione decisero di monitorare tutta la zona, scoprendo così che in un “basso“, tipica abitazione napoletana a livello della strada, c’era la presenza di archi.

Togliendo l’intonaco, trovarono un “opus latericium“, costruzione tipicamente romana.

In questa casa, la signora raccontò che lo stesso tipo di costruzione era presente anche in quella che era la sua cantina.

Gli archeologi scoprirono così che c’era la presenza di un “opus mixtum“, formato da latericium e reticulatum e capirono che i locali della cantina erano stati i camerini usati dagli attori.

La maggior parte del teatro non è più visibile perché è stata inglobata in abitazioni private.

Infatti, esistono case che hanno al loro interno la platea e parte delle gradinate, perché il teatro è stato utilizzato come fondamenta per le costruzioni successive.

Un occhio attento, guardando le mappe della città, potrà rendersi conto che il centro storico di Napoli ha la stessa forma del teatro romano, appunto.

Persino Nerone volle esibirsi qui, presentando le opere da lui composte nella città, l’unica rimasta di lingua e cultura greca.

L’ultima parte della visita si svolge nella “summa cavea” del Teatro di Nerone, la zona più alta delle gradinate del teatro, fino a qualche anno fa inglobata in una falegnameria.

Oggi all’interno dei locali è stata allestita una mostra di presepi del 1700.

Le scene presepiali si snodano tra i ruderi romani in una sinergia assoluta, unendo passato e presente e permettendo al visitatore di ammirare resti romani in miniatura all’ombra di quelli originali del teatro.

Napoli Sotterranea: orari, biglietti e visite

Gli orari di ingresso sono dalle 10 alle 18. Ogni ora, con guida in italiano e ogni due ore, con guida in inglese.

L’entrata è da Piazza San Gaetano, 68.

Inoltre, c’è la possibilità di avere tour in francese, spagnolo e in tedesco, ma per gli orari bisogna informarsi al desk.

La visita dura circa 1 ora e mezza e i biglietti costano €10 a persona.

Acquista il tuo biglietto in anticipo, cliccando qui!

Consiglio di indossare scarpe comode e con suole non scivolose e di portare una felpa nei mesi estivi.

Questo incredibile viaggio nella storia, alla scoperta di un mondo non ancora del tutto esplorato, ma parte integrante della città, è una tappa da non perdere per chi visita Napoli.

Tu hai mai visitato Napoli Sotterranea?

Raccontami la tua esperienza nei commenti!

Se stai pianificando una vacanza in città e non sai dove alloggiare a Napoli, puoi leggere il mio articolo su dove dormire a Napoli, cliccando qui,  nel quale troverai le zone migliori dove alloggiare!

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

12 commenti

    • Sara Daniele

      Ciao, secondo il mio punto di vista no, perché ci sono dei punti molto stretti e altri scoscesi.
      Se vuoi comunque fare un’esperienza simile ma più fattibile con un bimbo, ti consiglierei il Tunnel Borbonico

  • Nadia

    Meravigliosa, Napoli sotterranea è Bellissima !
    Sono stata a Napoli il week end scorso (non c’ero mai stata) e tra le cose che si sono raccomandati di vedere c’era anche Napoli sotterranea. …..
    MI piace il tuo articolo e lo condivido perché non tutti la conoscono e invece vale proprio la pena di andarla a vedere 😀

  • Alessio

    Complimenti per l’articolo, ho visitato anche io i sotterranei di Napoli e sono proprio come li racconti, davvero stupendi. Ti segnalo però che nel 1885 non esisteva più il Regno di Napoli, in quanto è successivo all’Unità d’Italia 1861. In quella data era presente il Regno d’Italia.

    • Sara Daniele

      Ciao Alessio,
      grazie dei complimenti, sono contenta che ti sia piaciuto l’articolo.
      Grazie anche per la segnalazione del mio errore di distrazione, ero convinta di aver scritto Regno d’Italia.
      Lo correggerò subito. 🙂

    • Sara Daniele

      Questo è l’unico percorso autorizzato “Napoli Sotterranea”. È davvero bello.
      Altro percorso assolutamente da fare è il “Tunnel Borbonico”, del quale scriverò presto.
      Quando vieni a Napoli, avvisami e ti guido io 🙂

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