Cosa vedere a Milano in due giorni
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Cosa vedere a Milano in due giorni

Intro: Cosa vedere a Milano in due giorni? Il 30 aprile e il 1 maggio ho avuto il piacere di partecipare al blogtour #MilanoAColori organizzato da One Two Frida e Viaggevolmente.

Cosa vedere a Milano in due giorni? Nel post pre-partenza avevo già accennato al programma, ai blogger partecipanti, agli sponsor e alla mission di questo blogtour:

Raccontare Milano oltre le apparenze e gli stereotipi di una città grigia e triste, nella quale la vita sarebbe scandita solo dai ritmi lavorativi.

Come sapete, sono napoletana e di pregiudizi me ne intendo, quindi ho accettato l’invito proprio per dimostrare di guardare al di là del proprio naso.

In verità, Milano ha un’anima creativa, allegra, gioiosa, romantica e sempre in fermento sia umano che culturale.

Per questo ho deciso di raccontarti la mia esperienza, racchiudendola in un itinerario per scoprire cosa vedere a Milano in due giorni.

Inizieremo dal pomeriggio alle 14.30, poiché la mattina è stata impiegata per raggiungere il centro città. Prendi carta e penna e segna tutte le tappe da visitare. Non te ne pentirai!

Come arrivare a Milano

Iniziamo dal viaggio per chi dovesse raggiungere Milano dall’Abruzzo come me.

Sono partita dall’aeroporto di Pescara con Ryanair e sono arrivata a quello di Bergamo. Da lì ho raggiunto la stazione di Milano Centrale con il bus di Terravision (ci sono anche altre compagnie).

La fermata è proprio fuori all’aeroporto, i pullman partono ogni 30 minuti e il costo è di €9 andata e ritorno. Il tutto è molto comodo e semplice da gestire.

Oltre che in aereo, è possibile arrivare a Milano anche in treno.

Dove dormire a Milano

Arrivata a Milano, avevo appuntamento con gli altri blogger nell’hotel che ci avrebbe ospitati.

L’accoglienza ricevuta dallo staff dell’AC Hotel Milano by Marriott è stata strepitosa: sorrisi, gentilezza, eleganza e un aperitivo di benvenuto.

L’hotel e le sue stanze hanno un design contemporaneo e uno stile dinamico in completa sintonia con la città.

Entrando, la cosa che colpisce è la cura dei dettagli e l’attenzione al cliente per coccolarlo e farlo sentire a proprio agio.

Non si avverte la distanza formale con la struttura o lo staff, ma ci si sente subito a casa.

Andrea Garcia Murga, Marketing & eCommerce Specialist dell’hotel, ci ha accolti e raccontato la storia e la filosofia del gruppo: l’hotel era il vecchio palazzo delle Poste, oggi diventato un albergo di 17 piani dai quali si può ammirare lo skyline della città.

La camera assegnata a me e ad Elisa di Storie, Viaggi & Curiosità era al 15° piano con una vista spettacolare.

Il mio consiglio è di scegliere questo hotel anche per la posizione favolosa, ma comunque puoi dare un’occhiata alla mappa e scegliere l’alloggio dove dormire a Milano, adatto alle tue esigenze.

Booking.com

Cosa vedere a Milano in due giorni: Primo giorno

Dopo avervi detto come arrivare e dove dormire a Milano, passiamo al nostro itinerario.

Milano è storia, monumenti, arte, cultura e anche tanto divertimento., quindi vi consiglio di acquistare la City Cardcliccando qui – che vi permetterà di avere un pass per 2 giorni.

Potrete approfittare di sconti in decine di ristoranti, negozi, musei e spettacoli affiliati, sfruttare l’accesso gratuito ai musei, scegliere l’opzione trasporti che preferite e molto altro ancora.

Alla scoperta della Street Art

Durante l’aperitivo di benvenuto era presente anche Andrea “Kiv”, un writer, che ci ha raccontato del progetto Energy Box (centraline di controllo dei semafori) a Milano.

Queste scatole di energia sono diventate nel 2015 le tele di artisti urbani, che le hanno trasformate in opere d’arte permanenti.

A2a e Fondazione Aem, in collaborazione con il Comune di Milano, hanno affidato a Davide “Atomo” Tinelli il compito di coordinare 53 artisti nella decorazione di 180 cabine semaforiche nel progetto Urban Art Renaissance.

L’arte è la combinazione di intuizione, passione ed energia creativa. #MilanoAColori.

Passeggiando per la città potrai scovare queste opere d’arte come fossero in una galleria a cielo aperto.

Gep
Nabla & Zibe
Nabla & Zibe
Tvboy
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Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

La Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore è definita la Cappella Sistina di Milano e appena entrata ho capito perché.

L’arte rappresentata negli affreschi toglie il fiato e l’atmosfera è suggestiva ed emozionante.

Del monastero, di fondazione antichissima, rimangono oggi la Chiesa di San Maurizio e il chiostro d’ingresso, parte integrante del Civico Museo Archeologico.

Quel che resta però è assolutamente da ammirare a bocca aperta.

L’ingresso è gratuito.

I Volontari del Touring Club Italiano per il Patrimonio Culturale accolgono i visitatori all’interno degli spazi della Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, in Corso Magenta 13, dal martedì alla domenica dalle ore 9,30 alle 19,30.


Cripta di San Lorenzo

Ero curiosissima di ammirare questa cripta della Chiesa del Santo Sepolcro di Milanoriaperta al pubblico dopo 50 anni.

Siamo stati accompagnati da una guida Ad Artem.

L’impatto emotivo è stato forte perché l’atmosfera era evocazione, suggestione, simbolo, filtro e lente di una realtà che sembrava avesse fermato il tempo.

Poco conosciuta agli stessi milanesi e quasi mai considerata negli itinerari turistici classici è in realtà quello che San Carlo Borromeo definiva “l’ombelico della città“, scelto come suo luogo personale di preghiera.

Dopo la sua canonizzazione venne posta una statua in terracotta che lo raffigura inginocchiato in raccoglimento.

Lo stesso Leonardo Da Vinci, nella mappa ‘a volo d’uccello’, contenuta nel Codice Atlantico, la prese in considerazione come punto centrale di Milano.

Grazie a Milanocard e ad Ad Artem!

Aperta tutti i giorni dalle 12 alle 20.
Biglietto: €10

Piazza Santo Sepolcro

Dove mangiare a Milano

Dopo aver passeggiato tutto il pomeriggio, il luogo ideale per cenare a Milano è nel ristorante/pizzeria “I Dodici Gatti, sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele.

Qui ci si può concedere un vasto assortimento di pizze napoletane cotte nel forno a legna, carne alla griglia o varie alternative di pasta, il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino o birra.

La mia scelta è ricaduta su un ottimo piatto di gnocchetti con fave fresche, guanciale ed olive taggiasche.

Inutile dirvi che mi sto ancora leccando i baffi.

Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 15.00 dalle 19.00 alle 23.00
Galleria Vittorio Emanuele II N° 11/12 (angolo Piazza della Scala)

Passeggiare sulla HighLine Gallery

Dopo aver cenato, passeggia sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele godendo di una vista unica, impareggiabile e, diciamolo, molto romantica dello skyline di Milano.

Grazie anche qui a Milanocard e Ad Artem!

Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 21
Biglietto: €12

Dopocena da Gesto. Cos’è?

Gesto è un locale che sembra il salotto accogliente di una casa ecosostenibile, dove le parole chiave sono rispetto per l’ambiente e risparmio dei consumi.

Ciò che rende speciale questo posto è la sua filosofia amichevole, sia per i clienti che per la Terra e lo si nota anche in tutti i materiali del servizio.

Le ordinazioni, ad esempio, vengono scritte con dei gessetti su una lavagnetta, che poi verrà usata anche come coperto.

Il menu è molto vario, noi abbiamo provato la birra rossa, dei dolci originali e creativi, buonissimi e il calore di ogni piccolo “gesto” dello staff.

Aperto dall 18 alle 2 in Via Sirtori, 15

Così si conclude il primo giorno alla scoperta di una Milano allegra, colorata e che ha saputo coccolarci, emozionarci e lasciarci senza fiato.

Cosa vedere a Milano in due giorni: Secondo giorno

Il secondo giorno era domenica, quella che doveva essere più complicata, perché pioveva e faceva freddo, quindi trovare i colori in una Milano grigia era per me improbabile.

Invece, la città mi ha stupito per l’ennesima volta.

Pronto a segnare itinerario a piedi e tappe di questa seconda giornata?

Partiamo!

Alla scoperta del Quartiere Isola

Cosa vedere a Milano in due giorni

Alla scoperta del quartiere Isola ci ha accompagnati il dottor Pier Vito Antoniazzi, presidente dell’Associazione Isola Revel.

Il quartiere Isola è sorto fra il XIX e il XX secolo della Zona 9 di Milano.

È posto fuori da Porta Garibaldi e il suo nome fa riferimento all’isolamento vissuto dalla zona  nella seconda metà del XIX secolo, separata dal resto della città dalla ferrovia.

Quartiere Isola

Il quartiere ha subito negli ultimi anni una forte crescita, grazie ad una rivalutazione edilizia, culturale e architettonica.

Oggi Isola è un distretto caratterizzato dalla presenza di locali raffinati e iniziative coinvolgenti come concerti o corsi di yoga.

giardino verticale

Lapide del Parini

Il dottor Antoniazzi ci ha spiegato la nascita e lo sviluppo di questo distretto, facendo anche un’incursione storica e raccontandoci del Cimitero di Porta Comacina, detto della Mojazza, dal nome di una cascina della zona.

Il cimitero era stato costruito nel 1686 e lì vennero sepolti oltre tanti milanesi illustri, anche Parini.

Oggi del cimitero non resta quasi nulla, a causa della massiccia edificazione avvenuta negli anni, tranne due colonne di uno degli ingressi.

La lapide del Parini, però, è rimasta dov’era stata apposta nel 1799 ed è ancora visibile.

Sai che anche molti milanesi non sanno dove si trova? È in Piazzale Lagosta 1, all’interno del cortile del palazzo.

Lapide del Parini
Cortile del palazzo lapide Parini

Chiesa Santa Maria alla Fontana

La costruzione della Chiesa di Santa Maria alla Fontana fu voluta nel 1507, secondo la tradizione, da Charles II d’Amboise, governatore di Milano nel periodo di Luigi XII di Francia, dopo essere stato guarito dall’acqua della fonte posta in quel luogo.

A quei tempi l’acqua prodotta da una fonte sotterranea alla base del santuario era considerata taumaturgica e indicata per curare particolare disturbi come artrosi e artriti.

Nel XIX secolo, a causa dell’incendio di un’attigua fabbrica, la falda acquifera originaria si inquinò e la fonte venne chiusa.

Oggi, dagli 11 rubinetti presso la chiesa fuoriesce comune acqua di rubinetto proveniente dell’acquedotto cittadino.

Santa Maria alla Fontana
Chiesa Santa Maria alla Fontana

UroBuro, cooperativa sociale

Duranta la nostra passeggiata, il dottor Antoniazzi ci ha fatto conoscere una bellissima realtà, quella di Uroburo: una cooperativa sociale, nata nel 2015 dall’idea di fare azioni concrete di integrazione sociale.

Nello specifico, è rivolta al mondo del disagio psichico in collaborazione con diversi Centri Psico Sociali, formando e inserendo al lavoro numerosi sofferenti psichici.

È a tutti gli effetti un atelier di oreficeria artistica per il reinserimento sociale, che si trova in Via Thaon Di Revel Generale Paolo, 19.

Questa realtà mi ha piacevolmente colpita e chiedendo varie informazioni ho scoperto anche che ai futuri sposi più coraggiosi è offerta l’opportunità di realizzare in prima persona le proprie fedi nuziali, con l’assistenza tecnica del laboratorio, durante un’intera giornata di lavoro.

Dal retro dell’atelier ho avuto anche l’opportunità di sbirciare uno dei caratteristici cortili interni del quartiere Isola.

Sarà stata la pioggia o l’atmosfera accogliente del laboratorio, ma io ho trovato questa sosta di forte impatto emotivo.

UrOburo
UrOburo cortile

Fonderia Napoleonica

Varcando l’ingresso della fonderia, sotto una pioggia scrosciante e lontano dal caos, l’atmosfera era unica e surreale.

Come se avessimo fatto un balzo in un passato che conservava intatto tutto il suo fascino.

La Fonderia Napoleonica fu fondata nel 1806 in onore di Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia.

Oggi gli antichi edifici ospitano un museo, dedicato alla storia dell’arte fusoria e all’attività della produzione di campane e monumenti in bronzo.

Continua ad essere, ancora oggi, un luogo di lavoro, arte e cultura, dove realizzare mostre, concerti ed eventi culturali.

Fonderia Napoleonica

Dove mangiare a Milano zona Isola

La Pizzeria alla Fontana è un buon locale dove fare una sosta per il pranzo o la cena se ci si trova nel quartiere Isola.

Il menù prevede pizza al trancio, ma anche un’offerta abbastanza varia di primi e secondi, tra arredi semplici e in un’atmosfera informale.

Durante il nostro pranzo ho scelto il vitello in salsa tonnata che, visivamente non era allettante, ma il sapore era ottimo.

Brian&Barry Building

Ultima tappa del nostro blogtour è stata la Vertical Experience del Brian & Barry Building dove ci aspettava Francesca Biffi, Incoming Manager.

Il famoso marchio si trova in un palazzo che affaccia su piazza San Babila ed è composto da 12 piani, in Via Durini 28, dedicati allo shopping, agli eventi e al buon cibo.

Il punto focale rimane la qualità, ma con un occhio di riguardo all’accessibilità e alle esigenze di ogni cliente. 

A ciò si aggiungono servizi gastronomici, integrati perfettamente all’esperienza di shopping.

Il cliente potrà acquistare un capo d’abbigliamento e fermarsi per uno spuntino da Hamburgeria di Eataly, dalla Piadineria, da Rossopomodoro o anche solo per un brunch.

In questo concept di esperienza trasversale non mancano i punti vendita dedicati ad accessori, cosmesi, gioielli, orologeria, tecnologia e oggettistica, per non parlare della splendida terrazza al 12° piano, dove siamo stati accolti da una merenda con vista panoramica.

Brian and Barry
Brian and Barry Building

Hai segnato tutte tappe di questo blogtour? Conoscevi già questi luoghi?

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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