Pietro Ferrante gioielli
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I miei portafortuna – Pietro Ferrante Gioielli

Pietro Ferrante gioielli

Non sono superstiziosa, almeno non nel senso estremo del termine. Ho un gatto nero che gironzola per casa di tanto in tanto; non mi impanico se per caso si rompe uno specchio o si rovescia del sale; se mi capita, passo sotto le scale. E tante altre cose.

Però, pur non credendo a ciò che porta sfortuna, mi piace pensare che ci siano degli amuleti che invece di fortuna me ne portino tanta: qualche oggetto regalato da amici o parenti o qualche altro che raffiguri un animale simbolo di buona sorte. Se i più si affidano alla coccinella, io sono molto legata al gufo.

“La leggenda popolare narra che Dio creò il mondo con tutti gli animali , ma che poi, riguardando il gufo un po’ si pentì di averlo fatto così strano, con occhi così grandi ed abitudini troppo strane e notturne. Allora gli volle fare un dono: sarebbe diventato l’ animale della buona sorte, quello che avrebbe portato con sé i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino , senza averne paura. È per questo che viene considerato portafortuna e depositario della saggezza”.

Pietro Ferrante Gioielli: semplici e bellissimi

Saggezza e fortuna, non so davvero cosa si possa desiderare di più. È per questo che quando ho visto questi gioielli del designer Pietro Ferrante, me ne sono letteralmente innamorata.

Il suo concept è rielaborare le cose più semplici e di uso quotidiano, realizzando collezioni per chiunque desideri, non solo un accessorio ornamentale, ma una grintosa sintesi della propria personalità, in cui esaltare le proprie radici e confermare i propri valori.

Le creazioni sono in ottone galvanizzato argento e rispettano il rapporto qualità/prezzo, quindi non vi resta che scegliere il gioiello più adatto al vostro stile, per rendere unico ogni vostro outfit.

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Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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