Torre Palasciano Napoli
Napoli

Salita Moiariello e la Torre del Palasciano: la Napoli da scoprire

Intro: Napoli è ricca di panorami mozzafiato e luoghi misteriosi. La Salita Moiariello con la Torre Palasciano è uno di questi. Scoprili con me nell’itinerario “La Collina da Scoprire”!

La Salita Moiariello è uno dei posti più belli di Napoli, dal quale si può godere di un panorama spettacolare, un punto di vista unico sulla città.

Di certo non è l’unico luogo dove ammirare Napoli dall’alto, ma è quello meno conosciuto e, di conseguenza, meno affollato.

La salita con la sua scalinata iniziale è sovrastata dalla Torre del Palasciano, un edificio in tufo, costruito nel 1868 per volontà del medico Ferdinando Palasciano.

La struttura ricorda molto il Palazzo della Signoria di Firenze, una dedica all’amore per la moglie russa, Olga Von Wavilov, conosciuta nel capoluogo toscano.

Ho deciso di presentarti questo itinerario, chiamato la “Collina da Scoprire”, organizzato dall’Associazione Celanapoli, perché dopo averlo percorso, ho capito che vale la pena promuoverlo.

Salita Moiariello: la collina Miradois

Salita Moiariello

Come ben sai, in questo blog provo a raccontarti ciò che incantevole nasconde questa città.

Ti ho parlato di vari itinerari da poter fare a piedi e di alcuni posti da visitare!

Ho deciso di visitare e raccontarti una zona di Napoli poco conosciuta: la Collina di Miradois, nome poco conosciuto, alle spalle di Capodimonte.

Il nome deriva dal Marchese Miradois, reggente della Gran Corte della Vicaria e proprietario dei terreni, acquistati dopo l’abbandono dei viceré.

Fin sopra la collina, arriva la Salita de Moiariello, il cui nome deriva da “moio”, antica unità di misura agraria, corrispondente a un terzo di ettaro.

La Collina da Scoprire

Grazie alle associazioni Celanapoli e Sirecoop ho potuto effettuare l’itinerario e tutto il percorso, chiamato:

La collina da riscoprire dalle mura aragonesi a Capodimonte”: Moiariello, Torre di Palasciano e la Posillipo dei Poveri.

La mia guida in una splendida giornata di sole è stata Carlo Leggieri, che mi ha consegnato anche una mappa dei luoghi che avremmo visitato per orientarmi meglio.

La cartina della zona Vergini Sanità, non è presente nella mappa ufficiale di Napoli, nonostante queste zone (e i loro monumenti) siano stati riconosciuti patrimonio dell’Unesco.

I luoghi turistici da poter vedere, come la Salita Moiariello e la Torre Palasciano, non sono elencati nella cartina acquistata o donata ai turisti.

Le Associazioni Celanapoli e Sirecoop hanno chiesto al Comune di inserire questo quartiere nella mappa ufficiale.

Spero avvenga al più presto, perché perdere un simile spettacolo è un vero peccato, sia per il turismo che per i napoletani.

Salita Moiariello: come arrivare

Salita Moiariello

Per arrivare all’inizio della Salita Moiariello partiamo da via Foria, nei pressi dell’ex Caserma di via Rosaroll, quella con le torri rotonde e i merli piccoli, per imboccare via Giuseppe Piazzi.

La strada è dritta e stretta ma, guardando attentamente, scorgo sul fondo i primi gradini della scalinata Moiariello.

Il cielo è di un azzurro incredibile, non c’è una nuvola e nell’aria solo odore di caffè.

Scalitana del Moiariello

Giunti ai primi gradini, se hai visto il film “Ieri, Oggi e Domani” di De Sica, l’atmosfera ti sembrerà familiare.

Così è stato per me!

Quella è proprio la scalinata dove hanno girato la scena con la fila di venditrici di sigarette di contrabbando, che si passano voce quando Sophia Loren è incinta e stanno per arrivare i carabinieri.

La scalinata è larga e saliamo abbastanza agilmente, perché i gradini sono alternati a tratti di pavimento liscio.

Nei lati la vegetazione cresce spontanea e ci conduce fino ad una casa con un giardino con alberi di arance e uno stupendo albero di mimose.

Salita Moiariello

Varchiamo il cancello e… il panorama che si ammira da questa altezza è spettacolare!

Seduta sul muretto di questo belvedere, respirando a fondo l’odore di agrumi, mi è stato chiaro quanto alcune immagini riempiano il cuore e gli occhi di meraviglia.

Alcuni luoghi si impigliano nell’anima!

Napoli dall'alto

Chiesa Santa Maria delle Grazie al Moiariello

Dopo aver proseguito la salita, c’è stata una sosta nella Chiesa Santa Maria delle Grazie a Moiariello, conosciuta come Cappella Cotugno, in onore del luminare della medicina.

Questa chiesa è detta comunemente la “Cappella Cotugno“, nome dei proprietari all’inizio del secolo scorso.

Fu edificata nel 1741 dal sacerdote Grassi, come si può notare dalla lapide sul portone d’ingresso.

Era un tempietto costituito da tre altari:

  • sul maggiore si venera la Madonna delle Grazie, grazie ad un dipinto di Andrea da Salerno;
  • sui due laterali, c’erano due tele dedicate al cuore di Gesù e di Maria (oggi scomparso) di Federico Maldarelli.

Il tempietto era stato curato dai Teatini di Napoli fino al 1886, finché non cadde nelle mani del Demanio.

Restò chiusa per molto tempo, fino a quando due sacerdoti, Scala e Di Mattia, non cominciarono a restaurarla con l’aiuto dei proprietari dei villini dei dintorni.

Il restauro del Cavaliere De Luca

La situazione migliorò ma c’era bisogno di ulteriori lavori, iniziati dal Cavaliere De Luca e da sua moglie, che fecero ricostruire in marmo i due altarini laterali.

Da questo primo gesto, altri nobili iniziarono i lavori di restauro a proprie spese.

il restauro si concluse il 4 settembre 1887 e la cappella fu riaperta al culto.

Un’operazione complessa, realizzata ad arte.

Le pareti erano ornate da finissime dorature ed eleganti stucchi imitanti il marmo, con discesa di fiori dipinti con maioliche e fregi artistici.

La famiglia De Luca, oltre agli altari, donò due reliquiari preziosi per l’intaglio delle portelline e per le reliquie dei Santi contenute.

I Restauri dopo la Guerra e il Terremoto

La Chiesa necessitò di nuovi restauri dopo i danni bellici della seconda guerra mondiale e, stavolta, toccò al Comune di Napoli con l’aiuto dei fedeli.

Purtroppo la pace di questa cappella non durò a lungo e il sisma del 1980 la colpì nuovamente strutturalmente.

I restauri però stavolta non le resero giustizia, facendole perdere tutta la cromia delle pareti, ridipinte con uno stucco bianco e sostituendo un pavimento di splendide maioliche con uno in un freddo marmo bianco.

Negli anni, alcuni vandali rubarono le tele degli altari laterali, i marmi donati dalla famiglia De Luca, la balaustra in marmo e lo sportello del tabernacolo dell’altare destro.

I Templari

Templari Chiesa Santa Maria delle Grazie

La Chiesa era chiusa e in disuso fino all’ottobre del 2012, quando è stata affidata all’Associazione Cavalieri Templari.

Da quel momento, ognuno di loro si è impegnato a restituire decoro alla struttura per restituirla ai napoletani e al culto per i fedeli.

Questa chiesetta è un vero gioiellino da tutelare e i Templari, che ci hanno raccontato la storia meritano rispetto e stima per ciò che stanno facendo.

La Torre del Palasciano

Torre del Palasciano

Prima di ricominciare la discesa per la Posillipo dei poveri, ci fermiamo ad ammirare la splendida Torre di Palasciano.

Un edificio di interesse storico ed artistico, proprio sulla collina di Capodimonte.

La Torre Palasciano fu costruita per volontà dell’illustre medico napoletano e precursore della Croce Rossa, Ferdinando Palasciano e di sua moglie Olga Vavilow.

Il palazzo, in muratura di tufo, si articola su due piani e, all’epoca della costruzione, sorgeva sulla collina quasi disabitata.

Alle spalle della salita Moiariello, c’era un piccolo appezzamento di terreno di proprietà di Domenico Cotugno, noto luminare di medicina.

Il medico lo vendette al collega Palasciano, che affidò i lavori di costruzione della Torre all’architetto Antonio Cipolla.

Lo stile fonde architettura neogotica e rinascimentale, mentre la panoramica Torre sembrerebbe ispirata al palazzo della Signoria di Firenze.

L’imponente torre, visibile da molti punti di Napoli, è di cinque piani e numerose stanze.

Palasciano era un tipo molto riflessivo e scelse la collina di Miradois per godersi il riposo dalle fatiche accademiche, un po’ come fece Eduardo Scarpetta con la sua villa al Vomero.

Secondo una leggenda napoletana, Palasciano non avrebbe mai voluto allontanarsi dalla sua magnifica casa e dalla defunta moglie.

L’ombra del suo fantasma si intravede, ad ogni tramonto rosso, dalla finestra laterale della torre, affacciata sul cavalcavia della Tangenziale.

La Posillipo dei Poveri

Dopo aver superato al curva di Via Ottavio Morisani, illustre ginecologo di fine ‘800, il panorama è mozzafiato.

Ci troviamo in quella che i napoletani chiamano la Posillipo dei Poveri, grazie alla meraviglia della sua veduta.

La strada prosegue fino a giungere nella Sanità, dalle parti di Via Foria, per terminare in Via Giuseppe Piazzi, astronomo napoletano.

Dove dormire nei pressi della Torre

Se stai pianificando una vacanza in città ma non sai dove dormire a Napoli, leggi il mio articolo nel quale ti consiglio le zone migliori!

Oppure se vuoi dormire nei pressi della Salita Moiariello, prenota una stanza al Culture Hotel Villa Capodimonte, cliccando qui.

Spero di avervi dato degli spunti per visitare Napoli e per trascorrerci un po’ di giorni.

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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