Veronika decide di morire Paulo Coelho
Libri

Paulo Coelho – Veronika decide di morire

Avevo quasi dei pregiudizi contro Paulo Coelho.

Lo consideravo uno scrittore smielato, scontato, quasi ruffiano dal modo in cui coccola la sua accanita schiera di fan.

Ho tentennato a lungo prima di aprire uno dei suoi libri più noti, “Undici minuti”.

Alla fine non fui totalmente rapito, ma colpito dal suo linguaggio diretto ed efficace, questo sì.

Ad ogni modo, ho accantonato i giudizi affrettati e mi sono fatto trascinare dalla pura curiosità e dalle sensazioni.

Ho preso in mano “Veronika decide di morire”, pronto a partire per un secondo giro.

Sono stato invogliato dalla bellezza de “La notte stellata” di Van Gogh.

Dalle vibrazioni eteree e malinconiche di “Everything in its right place” dei Radiohead.

Calma, non sto divagando: un particolare del dipinto dell’olandese fa da copertina al libro (nell’edizione Bompiani); la canzone dell’album “Kid A” invece… se non la conoscete cercatela.

Trovata? Via, play.

Immaginate una bella ragazza, 24enne, slovena, senza nessun particolare problema, con una vita un po’ monotona, magari come quella di tanti altri.

Un giorno Veronika ingolla una dopo l’altra le compresse di quattro confezioni di sonniferi.
Ma si sveglia lo stesso.

Intubata, miracolata.

Neanche il tempo di realizzare dove diavolo si trova e viene a sapere che il suo cuore non ha gradito la scorpacciata a base di narcotici: lì, nella clinica di Villete – il libro è ambientato a Lubiana in Slovenia – ricovero per “disadattati”, le rimangono pochi giorni da vivere.

La prospettiva inizia a cambiare. Ogni ora è preziosa.

A Villete s’impara a capire cos’è la realtà:

“Ciò che la maggioranza ha ritenuto che dovrebbe essere. Non necessariamente la situazione migliore, né la più logica, ma quella che si è adattata al desiderio collettivo.”

Veronika farà la conoscenza di pazienti depressi, visionari, follemente realisti.

Cambiano i punti di vista, in una situazione come la sua.

Ora che ha fatto fuori la parte di sé che detestava, ha molto da scoprire dentro e intorno a lei.

Potrà affezionarsi a sfuggenti desideri o tangibilissime attrazioni.

Non è difficile immaginare una storia partita in quarta come quella scritta da Coelho.

Il bello sta nel ragionare con lui.

Lo scrittore brasiliano mette molto della sua esperienza personale in questo romanzo.

All’incirca coetaneo della sua protagonista, fu sottoposto all’elettroshock, perché ritenuto “diverso”: aveva manifestato la volontà di “diventare un artista”.

Ha vinto lui, dannazione!

Coelho oggi è un artista.

S’è preso gioco di me per quasi duecento pagine. Mi ha insegnato qualcosa.

A qualcuno ha fatto letteralmente lanciare “Veronika decide di morire” contro il muro.

Sono emozioni forti. Sono quelle che cerco quando cerco un libro da leggere.

La canzone dei Radiohead, ora sarà bella che finita.

Quella canzone fa da colonna sonora alla prima scena del filmVeronika decides to die” di Emily Young, che per vestire i panni della protagonista ha scelto Sarah Michelle Gellar.

Da vedere in inglese, portoghese o quel che preferite, ma in Italia non è stato ancora distribuito.

Sembra che Coelho stesso si sia commosso durante la visione della pellicola.

Paulo Coelho ha parecchie lezioni da impartire: ecco cosa penso oggi di lui.

Di uno che ha vissuto come lui.

Guest post a cura di
Fabio Michetti

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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