Musica

Musica: Smashing Pumpkins – “Zucche” in concerto

Gli attesissimi Smashing Pumpkins approderanno il prossimo 14 luglio 2013 per un’unica data in occasione del Rock In Roma. La “nuova” band di Billy Corgan presenterà live il loro nuovo album Oceania.
Settimo disco in studio per il gruppo. Ma primo disco in studio per questo gruppo, quello costituito, oltre a Corgan (voce, chitarre, interviste discutibili), da Nicole Fiorentino al basso, Mike Byrne alla batteria e Jeff Schroeder all’altra chitarra.
 
Sarebbe inutile paragonare il nuovo album con Gish, Siamese Dreams o Mellon Collie, non solo perché della vecchia band ne rimane solo Billy, ma anche perché ormai la Zucca è cresciuta, ha abbandonato le note adolescenziali lasciandosi alle spalle la rabbia e la forza degli anni in cui gli Smashing Pumpkins erano tra le band indiscusse del grounge.
 
Quello che trasmette questo nuovo lavoro è una rinnovata sensazione di ricchezza.
Ricchezza delle risorse e delle soluzioni che i quattro usano per pilotare le melodie, mai così solari e vitali, di Corgan verso aperture sognanti o avventure dal retrogusto prog. Sono questi i sogni di cui si riappropriano gli Smashing Pumpkins con “Oceania”. I voli pindarici, spesso il singolo motivo per cui la scrittura di Corgan è stata al tempo stesso apprezzata e detestata, tornano finalmente a riprendersi il loro posto.
 
L’album si spalanca con un’aggressiva accoppiata “Quasar”-“Panopticon”: tripudio di chitarre che non dà tempo di respirare, quasi sembra di tornare in dietro nel tempo. Per essere illusi poi dal tranquillo inizio di una chitarra acustica in “The Celestial” che successivamente si srotolerà in una scarica elettrica dirompente riallacciandosi ad una disarmante “Violet Rays”. Perdersi poi nelle romantiche “My love is winter” e “One diamonds one heart”, note dolenti e a tratte dure dove la voce di Corgan si scioglie e s’intreccia interrompendosi all’improvviso per dare spazio a “Pinwheels”, cambiando le carte in tavola. E’ l’elettronica l’elemento che domina questo pezzo, alternando chitarre e tastiere con un fare rilassante. Arriviamo ad “Oceania”, entra come un sussurro, rassicurante, ma batteria e basso tengo svegli con ritmo rimbombante, forse un po’ troppo lunga, ma non dovrebbe essere una novità per i fans degli Smashing. In serie troviamo “Pale Horse”, “The Chimera”, “Glissandra” e “Inkless”, rimesto di pezzi quasi completamente melodici, ma la sfrontatezza delle chitarre non manca, a tratti ripetitive e monotone. 
Discutibile “Wildflower”, quasi stanca, lenta, quasi come a chiudere un ciclo, come una buonanotte.

Riascoltare la voce di Billy Corgan è sempre una grande emozione, almeno per chi è legato all’abbondante ubriacatura di musica degli anni Novanta. Decisa, presente, senza strascichi né sofferenze, come fosse rinata sotto una nuova spinta, pretenziosa, proprio come piace al “pelatone”.
 
Oceania si rivela un disco da sentire dall’inizio alla fine, la miscellanea tra elettronica, hard rock e carne fresca hanno ridato un volto agli Smashing Pumpinkins. Godeteveli!
 
A cura di
Mariachiara Nardone

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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