Cinema

Cinema: Django Unchained – Quentin Tarantino

Un inchino a Tarantino che mentre Bertolucci, Allen e Burton affievoliscono un poco la loro luce ultimamente (per quanto mi riguarda) resta grandioso e ci regala un altro capolavoro.

Django è un film che chi ama il Cinema non può davvero non Amare. E non devi amare il genere per innamorarti di una pellicola così.
Sorvoliamo sulle interpretazioni magistrali si S.L. Jackson (credo entrerà nella storia il suo personaggio – tra l’altro ok il doppiaggio italiano che di solito odio!) e di Di Caprio (com’è possibile che l’Accademia gli rifiuti ancora la statuetta? sono allibita!); 
Tralasciamo pure la bravura di Waltz, che ci regala un personaggio cinico e immenso al contempo, commovente e poetico, dallo stile generoso di bellezza; 
Tralasciamo il fatto che alcune scene sono memorabili, che come sempre Tarantino gioca con la macchina da presa e ci mostra il Cinema spettacolare; 
Tralasciamo anche una sceneggiatura mai pretenziosa e puntualmente perfetta, a tratti esilarante, impeccabile; 
Tralasciamo la violenza che si fa arte (solo Tarantino e pochi altri possono riuscirci); 
Tralasciamo i meravigliosi richiami a tutto un cinema passato, un omaggio all’Arte d’Italia, che l’Italia sembra aver smarrito; 
Il film va visto anche solo per la colonna sonora, che è qualcosa di spettacolare, con scelte musicali variegate e intelligenti (hip hop, classic, rock…di tutto!), come eclettico è in fondo il film, definirlo western è limitativo davvero!


Un film che non mi ha mai commosso (lo ammetto, zero lacrime stavolta!), ma che mi ha regalato un sorriso dall’inizio alla fine.
Eppure la storia è la storia di uno schiavo nero nel contesto di un’America tremendamente razzista. Eppure ora ci appare quasi buffa…a tratti ridicola e perfino tenera in tutta la sua ignoranza e cattiveria. 
E proprio questo fa Tarantino, ci racconta, esasperandola non troppo, un’epoca di assurdità, di sottomissione e torture e lo fa prendendosi gioco dell’umanità, facendoci assurdamente sorridere. 

Solo un genio può. INCHINO, MAESTRO. Un’altra volta…

A cura di 
Amina Gaia Abdelouahab


Hats off to Tarantino: as his colleagues Bertolucci, Allen and Burton’s light grew dim to my opinion, he confirmed his greatness with another masterpiece.  
Django Unchained  is not just a movie for western enthusiasts, but for all cinemagoers.
Apart from the amazing performances of Samuel L. Jackson and Leonardo Di Caprio – the first played a character who’ll make Hollywood’s history, also well-dubbed in the Italian version; as for the latter, I don’t understand how the Academy still deny him a statuette;
Apart from Waltz great job playing a cynical yet terrific character, moving and poetic;
Apart from  some memorable scenes in which Tarantino spectacularly entertains us with his camera;
Apart from the perfect screenplay, never pretentious, always impeccable and at times hilarious;
Apart from blood-and-guts scenes becoming artistic – Tarantino is one of the few able to do that);
Apart from the amazing old movie’s quotes as an homage to the lost Italian Art;
The spectacular soundtrack is worth seeing this film: from hip-hop to classical music but also rock and so much more! As various and clever as the movie, certainly not a simple western per se. 
It didn’t move me (no tears, I promise!) but I smiled throughout. The story of a black slave in a racist America appears almost funny, farcical and even tender at some point in all his ignorance and meanness.
Tarantino tells a slightly exacerbated time of insanity, submission and torture, making fun of humanity but also making us laugh. 
Only a genius could do that. HATS OFF TO YOU, MAESTRO. Once again…

Traslation by
Brunella Gangemi

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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