1Q84
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1Q84 di Murakami Haruki

Intro: 1Q84 di Murakami Haruki non ha bisogno di una “recensione”! Vuoi sapere perché?

Quando arrivi a sfiorare il Premio Nobel incantando milioni di lettori con storie visionarie, magnifiche e struggenti, specie se stiamo parlando di uno dei testi più chiacchierati, 1Q84 di Murakami Haruki, le recensioni diventano superflue.

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È l’ultimo romanzo del giapponese più originale del secolo, dal titolo enigmatico-ma-non-troppo, dove il tributo a Orwell è lampante.

Oltre un migliaio di pagine da gustare in due round.

Ecco di cosa parlo nel post

Trama

È un lungo anno (indovinate quale?) quello in cui Tengo e Aomame vi faranno compagnia.

Due trentenni di Tokyo, con alle spalle un’infanzia difficile e alle calcagna uno stormo di loschi figuri.

Protagonisti dai modi di fare assurdamente pacati, anche con in bocca la canna di una pistola carica.

Volete un consiglio?

Non mettetevi a cercare moine e frasi da sottolineare fra le righe, mettetevi a fissare il cielo in cerca di conforto, convincetevi di non avere sei piccoli omini che intonano filastrocche sotto il vostro letto, ricordatevi di mettere il punto interrogativo quando domandate qualcosa.

Ora non spaventatevi però: Murakami non è come me.

Non si diverte a prendervi in giro tenendovi tutto nascosto.

Murakami…è peggio. Molto peggio. E lui fa sul serio.

Frasi e opinioni

Non crediate si tratti di una storia d’amore, ma di uno snervante inseguimento, di una continua ricerca del giusto, di una esasperata conoscenza della verità e della realtà, ma quale realtà?

Senza certezze. Senza il rassicurante senso del tangibile.

Un trip.

Una storia che ad ogni pagina cambia e sgretola le basi che credevate solide.

Leggetelo.

Incazzatevi per come Murakami vi porterà a zonzo in un mondo assurdo confondendovi le idee.

Non si può rimanere delusi con lui.

Desidererete un altro centinaio di pagine, quando fra le mani avrete una storia capace di farci evadere.

Dicevo…non c’era bisogno di una recensione.

Ma di una “trappola” sì, quella di trascinarvi in questo 1Q84.

Un altro mondo. Tutto qui.

Una frase, una citazione tra tante per capire di cosa sto parlando. Eccola.

“Non era possibile indovinare quali fossero i suoi pensieri e i suoi sentimenti solo osservandone l’espressione del viso o il tono della voce. E lui sembrava divertirsi non poco a confondere i suoi interlocutori. Aveva certamente una mente sveglia e rapida. Era il tipo di persona che ragiona seguendo una propria logica e formulagiudizi senza tenere in nessun conto le aspettative degli altri. Inoltre, sebbene non ne facesse sfoggio inutilmente, leggeva un’enorme quantità di libri e la sua erudizione si espandeva in numerosi campi. In fondo non era un uomo che parlasse molto, e non gli piaceva aggiungere troppe spiegazioni alle cose, ma quando era necessario sapeva motivare il proprio parere in modo logico e brillante. Se ne aveva voglia, poteva diventare anche estremamente caustico. Mirava al punto piú debole dell’interlocutore, e in un istante, con poche parole, era capace di inchiodarlo.”

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A cura di
Fabio Michetti

Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l'odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.

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