giovedì 11 dicembre 2014

Christmas Wishlist - DaWanda

Come ogni anno, arrivata in questo periodo inizio a stilare la mia wishlist online. Gironzolo in internet per trovare siti che abbiano una grande varietà di scelta. Io sono tra quelle che si riduce sempre all'ultimo momento, sia per fare i regali che per comunicare ciò che desidererebbe ricevere, quindi preferisco avere un solo sito che mi dia abbia ampia scelta.

Quest'anno ho scoperto DaWanda, grazie anche alla mia amica Nadia, che ha un negozietto in questo sito e sa quanto io ami  acquistare handmade
DaWanda è nata in Germania nel 2006 ed è presente in altri sei paesi, tra cui l'Italia: il team Italia cerca di promuovere i giovani talenti italiani e l'acquisto dagli artigiani locali. Il punto di forza di DaWanda sta nella possibilità offerta agli artigiani di raggiungere utenti in tutta Europa e viceversa, nel dare visibilità in Italia ai designer europei.

L'ho trovata una filosofia in cui credo quando acquisto handmade: 
  • Ho un oggetto unico. Non potrà mai essere uniformato ad un altro.
  • Ho un oggetto che dura nel tempo, lavorato con materiali di qualità.
  • Non c'è sfruttamento di manodopera nel realizzarlo.
  • E' un oggetto realizzato con passione e amore.
  • Spesso sono oggetti che portano avanti tradizioni e valori di famiglia.
  • Appoggio e sostengo la creatività e la fantasia.
  • C'è attenzione e cura nel realizzarli.
Quindi mi sono lasciata coinvolgere da questo sito e girando nelle varie categorie (adoro quella "Vintage"), ho anche acquistato il regalo di Natale per mio marito, che non svelerò per non rovinare la sorpresa, ma che vi mostrerò in un post successivo. Ma ho trovato tante idee anche per le amiche e per me.

Ecco la mia wishlist, solo una selezione, perché altrimenti sarebbe stata infinita. Provate a dare un'occhiata anche voi, magari troverete proprio il regalo che stavate cercando.

CANDY BEANIE 


BORSA BOHO PASSION


GATTO LAVAGNA PER FRIGO


KNITTING GLOVES


LOVE RING


MAKE A WISH NECKLACE


ORECCHINI LEGNO CUORE


QUADERNO FRIDA KAHLO


E poi, ovviamente, amando il tè e collezionando tazze non potevano mancarne alcune, più una selezione di tè




Inoltre se vi interessa, potete trovare su Pinterest la mia Bacheca Wishlist di Dawanda, con i relativi link che vi riporteranno al negozio dove poter acquistare i vari prodotti.
Cosa aspettate? Correte a sbirciare il sito.
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giovedì 4 dicembre 2014

Book: La Carezza Leggera delle Primule di Patrizia Emilitri

Chi mi conosce sa bene che sono una divoratrice di libri, mi piace leggere di tutto, amo le parole e amo scoprire mondi nuovi, ma sono anche molto esigente. Una scrittura per colpirmi deve essere coinvolgente, un libro deve regalarmi emozioni profonde, insegnarmi qualcosa, farmi riflettere e soprattutto, non avere una trama banale o scontata.
Quando mi sono imbattuta ne "La Carezza Leggera delle Primule" di Patrizia Emilitri, a colpirmi è stata, innanzitutto, la copertina e quella frase: "La libertà di scegliere è un dono prezioso. O una feroce condanna."
L'ho letta come una domanda, per poi accorgermi che fosse un'affermazione. Ho pensato che quel libro era riuscito ad attirare la mia attenzione, mi aveva trovata e scelta e quindi dovevo leggerlo.














Autore: Patrizia Emilitri
Pagine: 257
Prezzo di copertina: 15,90 euro
Editore: Sperling & Kupfer

TRAMA
L'aria è gelida, a ricordare che l'inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo. Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa. 

BOOKTRAILER


RECENSIONE
Devo ammettere che questo libro è riuscito a tenermi sulle spine dalla prima all'ultima pagina. Non ho mai provato a chiedermi quale fosse il finale. A tratti ho sperato non finisse. Mi sono lasciata trasportare dal racconto di Clorinda in epoche lontane dalla mia: ogni parola, ogni emozione, ogni sentimento, è scritto in modo talmente incantevole da riuscire a farlo provare al lettore. Ad ogni pagina, abbandonavo il 2014 per raggiungere Clorinda e vivere con lei la sua storia, i suoi istanti di serenità e le sue sofferenze, provando a condividere o capire le sue scelte.
Per questo ero facilitata anche ad immedesimarmi in Claudia, che stava leggendo le mie stesse parole. Capivo esattamente quel che provava ed anche se, forse, nel finale, io avrei fatto una scelta diversa dalla sua, non sono riuscita a biasimarla.
Una storia al confine tra realtà e sortilegio. Un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero. Un libro ricco anche di incantesimi, con tanto di ricette da provare.
L'autrice, Patrizia Emilitri, scrive con tale passione e delicatezza, facendo vibrare le corde dell'anima e scuotendo il cuore, da riuscire a toccare un'ampia gamma di sentimenti umani e le relative reazioni.
 
CONSIGLIATO A: a tutti. Soprattutto a chi ama storie di magie ed incantesimi, a chi ama storie dal finale non scontato e a chi legge libri per emozionarsi e abbandonare la realtà per scoprire nuovi mondi ed epoche.

Se l'aveste già letto, fatemi sapere cosa ne pensate. Altrimenti, fatevi un bel regalo e leggetelo.

"Ho giurato amore eterno, ma di eterno sono rimasta solo io."




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mercoledì 3 dicembre 2014

Beauty: Vedersi meglio per vivere meglio - PigmentClar LaRoche-Posay




Per vivere a pieno la propria vita, bisogna trovare un equilibrio tra mente, corpo e spirito. Se in alcuni post precedenti vi ho parlato di come occuparvi del vostro spirito e della vostra mente, oggi vi do un consiglio su come prendervi cura del vostro corpo, in particolare della pelle.

L'inquinamento atmosferico è il peggior nemico della nostra pelle, perché gli agenti inquinanti generano radicali liberi che penetrano nell'epidermide, favorendo la comparsa di macchie e conferendo un colorito spento all'incarnato. Inoltre, la pelle è esposta quotidianamente ai raggi UVA, che penetrano in profondità alterando le cellule e causando macchie scure e irregolarità del colorito.

Il mio nuovo alleato di bellezza per la pelle è Pigmentclar UV SPF 30 di La Roche-Posay, che unisce al potere correttore anti-macchie, anche un'efficacia anti-inquinamento, anti-ossidante e anti-UVA.
Ho notato un incarnato più luminoso dopo pochi giorni dall'applicazione. Dopo poco più di un mese le macchie, che tanto odiavo, erano diminuite e la pelle risultava più uniforme.
L'ho utilizzato per viso, décolleté e dorso delle mani, facilitata nell'applicazione dalla texture morbida ed idratante.

Convinta dall'utilizzo di questo prodotto, ho deciso di provare il trattamento ideale per completare la routine quotidiana: 
  • Pigmentclar UV SPF 30 + Pigmentclar Occhi (correttore mirato contro i due tipi di occhiaie, sia scure che bluastre), al mattino.
  • Pigmentclar Serum (con acqua termale) + Pigmentclar Occhi , alla sera
Sono rimasta piacevolmente colpita dall'efficacia di questo trattamento e ve lo consiglio come regalo di Natale, soprattutto se non sapete cosa regalare a mamme e zie, scommetto che ve ne saranno grate.

Vedersi meglio, con un colorito uniformato, luminoso, senza macchie e con le occhiaie diminuite, aiuta di certo anche a vivere meglio ed iniziare le giornate con una bella dose di energia positiva.



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lunedì 1 dicembre 2014

Book: Alice nel paese dei Call Center di Dalila Coviello

Una delle sezioni che più amo di questo blog è quella delle Interviste. Per un po' l'avevo lasciata in stand-by perché non avevo molto tempo da dedicarle.
Poi, però, capitano tra le mani delle occasioni a cui non si può rinunciare e così, dopo aver letto il libro "Alice nel Paese dei Call Center" di Dalila Coviello, non ho potuto far a meno di chiederle di rispondere a qualche mia curiosità.
Mi sono imbattuta in questo libro attirata dal titolo e sperando riuscisse a trasmettermi ciò che prometteva: fare dell'ironia intelligente sul mondo lavorativo precario di oggi, riuscendo a far riflettere chi non lo vive e a spronare chi c'è dentro fino al collo.




Autore: Dalila Coviello
Pagine: 176
Prezzo di copertina: 10 euro
Editore: Nikeditrice

TRAMA
Alice ha una laurea, un armadio pieno di speranze un po’ sbiadite e nel cassetto sogni e calzini spaiati. E, dettaglio non trascurabile, è una cittadina italiana, di quell’Italia da cui i suoi coetanei fuggono a gambe levate alla ricerca di un futuro migliore.
Intrappolata nella postazione del call center in cui lavora, Alice cerca di non arrendersi, a suon di ironia e caffè macchiato, nonostante gli inconcludenti colloqui di lavoro e la sua condizione di precaria dalla testa ai piedi (cuore compreso).
Ritratto contemporaneo di un laureato italiano medio, senza pillole indorate, e con un finale che potrebbe avere qualcosa di lieto… ma non necessariamente!

RECENSIONE
Alice nel Paese dei Call Center è un libro autobiografico, scritto da Dalila Coviello. Racconta la vita di una giovane laureata assunta precariamente come telefonista di un call center. Il suo compito è quello di vendere depuratori d'aria ed Alice ci porta con lei in questo mondo fatto di mobbing nei confronti dei dipendenti e reazioni di probabili clienti, stanchi di ricevere ogni giorno telefonate pubblicitarie. E poi colloqui di lavoro al limite del surreale per cercare qualcosa di più stabile e duraturo. 
Il tutto è scritto con un linguaggio ironico e colloquiale, che riesce a coinvolgerti e tenerti incollato, pagina dopo pagina, chiedendoti: "Cosa accadrà oggi ad Alice?"
La lettura scorre via veloce e tra le righe, nell'ironia, si legge, anche e soprattutto, la voglia di non arrendersi ad una situazione lavorativa precaria, che ormai sembra intrappolare tutti i giovani di oggi; ci si sente spronati a non smettere mai di sognare ciò che si desidera davvero ed a lottare per conquistarlo.
Perché se è vero, che non è facile e altrettanto vero, come scrive Dalila, che provare ad inseguire i propri sogni "è un'emozione per cui vale sempre la pena!"

CONSIGLIATO A: un po' a tutti. E' un libro dal target molto ampio, coinvolgente da leggere e capace di far riflettere ed emozionare. Siamo tutti un po' Alice, in fondo!
Libro del mese per Emotionally.




INTERVISTA

Ciao Dalila, benvenuta! Com'è nata l’idea di scrivere di Alice nel paese dei Call Center?
Ciao, grazie. Diciamo pure che non è nata! Non pensavo affatto di scrivere un libro, riuscivo solo a sognarlo. Devo tutto al mio editore, Maria Littorio, che mi ha scovata e motivata a scrivere e poi ha deciso di rischiare con me.

Come definiresti il tuo rapporto con la scrittura?
Lo definirei simbiotico, ma forse sarebbe meglio dire 'naturale'. Scrivo da sempre, anche senza che nessuno legga, e non posso farne a meno. Come tutte le cose innate, a volte me ne allontano, ma mai per troppo tempo! 

Come mai hai deciso proprio la tematica del lavoro come primo libro?
Anche qui: non ho deciso. C'è una citazione, credo sia di Salinger, che dice 'sono solo uno scrittore che scrive di quello che sa'. Ecco, ho fatto esattamente questo: ho scritto di una situazione che conoscevo e avevo sperimentato in prima persona. 

C’è stato un momento in cui hai pensato di non farcela a finire il libro?
Praticamente sempre! Ad ogni pagina finita, pensavo: e adesso?! Ci ho impiegato molti mesi, procedendo un po' alla volta. 

Leggendolo, ho pensato che il libro possa essere adatto a tutti, anche ai meno giovani, per comprendere la realtà delle condizioni lavorative in cui versa l’Italia di oggi. Avevi pensato ad un target specifico  o la mia impressione è giusta?
Impressione giustissima. Ho scritto senza target, anzi, ti dirò: speravo di empatizzare con chi sa di cosa parlo, ma soprattutto di far capire quello che viviamo a chi non ci è mai passato e lo trova strano, assurdo o addirittura impossibile. 

Questo è il tuo primo libro, ma tu avevi già affrontato questa tematica scrivendo una lettera a chi definiva i giovani “choosy”. Ti va di raccontarci come andò?
Era scoppiata la polemica a causa del 'choosy' con cui il Ministro Fornero aveva definito i giovani italiani che cercano lavoro. Ero a casa, dopo un turno al call center, e pensai: adesso glielo metto per iscritto, quanto siamo 'choosy'. 
Ho inviato la mail a tutti gli indirizzi istituzionali del Ministro, con in copia alcuni magazine on line. Dodici ore dopo, una mail della giornalista Anna Di Russo: 'sei stata pubblicata sul Corriere dell'Università, la tua lettera ci ha colpito molto'. Da lì decine e decine di messaggi di comprensione e solidarietà da ragazzi di tutta Italia, che mi hanno davvero emozionata. La lettera è stata oggetto di due articoli, uno su Africanews e un altro sulla Gazzetta del Mezzogiorno, e qualche mese dopo ho contribuito ad un articolo sullo stesso tema pubblicato sulla rivista Cosmopolitan. 

Pensi che il mondo del lavoro possa avere una svolta o credi che siamo impantanati in questa situazione? Come potrebbero migliorare le cose?
Realisticamente, continuo a non vedere svolte. Si parla solo di riforme poco chiare, e non della necessità di creare nuovi posti di lavoro, di dare una possibilità a tutti e di rendere più consapevoli i ragazzi a scuola su quello che attualmente possono aspettarsi dal mondo del lavoro italiano.

Il libro è autobiografico. Cosa sogna Alice ora?
Alice di sogni ne ha sempre 'tanti + 1'. Di base, però, quello costante è di non perdere la voglia di provare ancora e ancora, anche partendo da zero, come in questo caso. Spero di non fermarmi, e di non volerlo mai fare. 

Cosa ti aspetti da Alice nel Paese dei Call Center?
Spero davvero che Alice riesca a recapitare il suo messaggio. Può far sorridere o magari far riflettere, ma vorrei anche che lasciasse qualcosa in chi la legge: una prospettiva nuova, o una speranza in più.

Dove poter acquistare il libro

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giovedì 27 novembre 2014

La scelta è davanti a te proprio in questo momento


Di cosa sono assolutamente sicura? Apparentemente sembro una persona determinata e decisa ed in effetti lo sono.
Non mi lascio quasi mai trascinare dagli eventi o dalle persone. Mi è stato insegnato fin da piccola che il potere più importante che si possa avere è la libertà di scelta.
Certo ci sono volte che ci sembra di non avere scelta, ma se ci si ferma a riflettere, a fermare davvero mente e mondo per pochi minuti, ci si rende conto che non è così e che un'alternativa a quel che non va c'è sempre.

Oggi qualcuno mi definisce "panzer", un carrarmato che punta un obiettivo e non arresta la corsa, fino a quando non è riuscito a raggiungerlo. Ma non sono stata sempre così. Se facessi un viaggio nel mio passato, ritroverei tutte le volte in cui indagavo la mia anima, in cui cercavo di focalizzare chi volessi essere e su come smussare lati del mio carattere che non mi piacevano per nulla. Cose che faccio ancora oggi, sono sempre in evoluzione, ma ormai mi riescono più facili di quando da adolescente ogni ostacolo mi sembrava insormontabile.

Oggi la mia persona appare ed è più convinta e sicura perché le mie radici sono sempre state solide, ma non mi sono mai adagiata su di esse: ho lottato per le cose in cui credevo, imparato lezioni, sono scappata e poi ritornata al punto di partenza per ricominciare e capire, ho pianto, ho riso, non mi sono mai arresa e alla fine sono arrivata ad avere una certezza su tutte: so bene chi sono e cosa voglio. E mi piaccio.

Ci sono giornate in cui ho ancora bisogno di starmene da sola, viaggiando con la mente tra passato, presente e futuro, per tentare di ritrovare pezzi di puzzle che a volte perdo nella frenesia o nella routine delle giornate.
Quando qualcuno mi chiede dei consigli, quello che più spesso mi viene da dire è: "Trova il tuo equilibrio, impara a conoscerti e vivi il momento!"
Di solito non consiglio mai ciò che prima non ho messo in pratica, ma devo ammettere che vivere il momento è la cosa più difficile da fare. Quanti sono i momenti che non viviamo a pieno per ritrovarci poi a pensare: "se solo avessi saputo godermelo"?
I miei erano tantissimi, così ho elaborato un metodo per essere consapevole dei momenti piacevoli che vivo: sceglierli e premiarli.
Una telefonata con un'amica, la lettura di un buon libro, un bagno caldo, stare in famiglia, meditare, godermi il tepore del camino e della mia casa in abbigliamento confortevole sono il top.

La vita è piena di attimi stupendi, se ci concediamo il tempo per sceglierli ed apprezzarli. Per esempio in inverno, la mia tazza di tè pomeridiana speziata, sorseggiata avvolta in un caldo plaid e nelle mie adorate e confortevoli pantofole De Fonseca (per chi è freddoloso come me sono un toccasana) è un attimo tutto mio che mi ricarica e mi dà l'occasione per riconnettermi con me stessa.

Poter scegliere è uno dei poteri più importanti che abbiamo e la scelta per cambiare le cose che non ci piacciono o che non vanno è proprio davanti a noi in questo momento. Spesso non è la soluzione di un problema, ma solo un modo per affrontare le cose in una prospettiva più ricca di energia positiva.


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