domenica 7 febbraio 2016

Lifestyle: Day Spa - il benessere è una scelta quotidiana

Sherazade ripeteva che “una città non è completa senza il suo hammam”.
Oggi l’hammam è di quartiere, infatti la punta di diamante dell’industria del benessere è la Day Spa ed aumentano i centri specializzati dove poter fare saune, massaggi, cure termali e trattamenti estetici lampo per chi ha poco tempo.

La crisi e la mancanza di tempo libero stanno cambiando la visione degli italiani del concetto di vacanza, diminuendo la durata del soggiorno ma aumentandone la frequenza.
Ottimizzare i tempi, senza stressarsi per organizzare un viaggio o i bagagli, concedendosi un paio d’ore di relax non richiede nessuna fatica. 

Letteralmente Spa vuol dire Salus per Aquam (“salute per mezzo dell’acqua” termale) e Day significa per un giorno,  quindi un’opportunità unica per vivere un’intera giornata immersi nel benessere.

Offrono gli stessi vantaggi di un vero e proprio centro termale e sono aperte, quasi sempre, dalle 10 alle 22, rappresentando un rifugio dallo stress quotidiano tra un impegno e l’altro  e spesso includendo anche un pasto salutare.

I programmi di cui beneficiare sono dedicati a coloro che desiderano stabilire un equilibrio fisico e mentale, infatti le Day Spa rilassano il corpo e permettono una totale evasione dello spirito.

Per una giornata o per qualche ora potrete dedicarvi alla cura di voi stessi, godendovi servizi come personal trainer, tecniche dolci, sauna, bagno turco, doccia jet-spa, peeling, pulizia viso, pedicuremanicure, programmi di ridefinizione muscolare e tanto altro ancora. Spesso, io stessa, prenoto al B&B Villa Filetta per staccare la spina.

Godetevi un po’ di sano relax, abbandonandovi al benessere.

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mercoledì 3 febbraio 2016

Libri: 2016 Reading Challenge: resoconto di Gennaio ed estrazione vincitrice giveaway del mese



La sfida di lettura ha superato le mie aspettative, non credevo arrivassero tante recensioni e che il mio entusiasmo riuscisse a coinvolgere anche voi.
Oggi faremo il resoconto del mese trascorso, quindi di Gennaio, e sapremo il nome di chi ha vinto il primo regalino libresco.

Ecco la lista con le nostre recensioni, devo ammettere che vi siete impegnate tutte moltissimo, quindi sarebbe carino che ci leggessimo e ci lasciassimo dei commenti, le une con le altre, con le nostre opinioni.
La vincitrice del mese di Gennaio, scelta dal Random.org è:

Complimenti Anna!!! Inviami i tuoi dati per ricevere il tuo premio che spero ti piacerà. Eccolo qui.


Siete pronte per Febbraio? 
Se foste arrivati per la prima volta qui vi invito a leggere questo post dove sono indicate le regole di partecipazione alla Reading Challenge e anche il modulo dove inserire le vostre recensioni.

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domenica 31 gennaio 2016

Libri: L'ombra della montagna di Gregory David Roberts - il seguito di Shantaram convince e coinvolge






L'attesissimo seguito di Shantaram non delude le mie altissime aspettative, che come ben sapete ho amato il primo capolavoro letterario di Gregory David Roberts.  Allo stesso modo mi ha coinvolto "L'ombra della montagna" con un ritmo incalzante che sa tenere alta l'intensità emotiva.
Non è facile esprimere a parole le emozioni e le sensazioni positive che un libro può provocarti. È un po' come ritrovarsi a dover spiegare esattamente perché ci si è innamorati di qualcuno. È una questione di profonda e delicata.

In questi libri, da leggere assolutamente, si evince quanto il viaggio nella vita di un uomo, possa inevitabilmente far porre di riflesso questioni spinose e riflessioni toccanti anche nella nostra. Perché al di là di tutta la violenza, la crudeltà e le scelte errate del protagonista e di tutta la cerchia di persone che incontra, c'è un significato intrinseco che si svela a chi si approccia a questi libri con la giusta anima.

Ne L'ombra della montagna, pubblicato a distanza di 12 anni dal primo, ci ritroviamo sempre a Bombay, al centro di una guerra sanguinaria tra le nuove generazioni di mafiosi che si contendono il controllo dei traffici illegali della città.
Lin, il nostro protagonista, meglio conosciuto come Shantaram, non ha più accanto a sé Kaderbhai, colui che è stato uno dei suoi punti di riferimento più importanti in India. Il boss, che lo aveva preso sotto la sua ala protettiva come un figlio, adesso è morto.
Accanto a lui, come sua compagnia di vita, ritroviamo Lisa, la giovane ragazza americana che era stata salvata da un bordello in cui si prostituiva, mentre Karla, il suo grande e sfuggevole amore ora è sposata con un ricco magnate dei media.
Lin sente che il suo vecchio mondo si è sgretolato e che tutto è perduto. Nulla sarà mai come prima e ciò che resta da fare per ritrovare sé stesso è smettere di vivere all'ombra della montagna e smettere di tornare lungo il sentiero già battuto da cui è venuto. Deve decidersi a scalare la montagna degli ostacoli e degli impedimenti che oscurano la sua vita, per raggiungere la vetta. Solo allora potrà capire davvero chi è diventato e cosa lo aspetta.








Oltre a lui e alla sua storia, ovviamente, ritroviamo tutti i vecchi personaggi che avevamo imparato a conoscere e ad amare in Shantaram e se ne aggiungerà qualcuno nuovo, intrigante e insolito.
Ne L'ombra della Montagna, tanto quanto in Shantaram, nulla è come sembra. Tutto viene vissuto ed elaborato per poi evolversi e trasformarsi
No, Gregory David Roberts non scrive per incentivare una storia sbagliata fatta di violenza e malaffare, al contrario scrive per indicarci che qualsiasi errore nella vita si possa fare, ci si può sempre redimere, trovare la forza di capire quale sia la strada giusta e perseguirla. 
 "Le forme della Fonte del tutto, la luminescenza, sono più numerose delle stelle del firmamento, e basta un pensiero buono per farle risplendere. Eppure un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce nei cieli. Mentre l'errore continua ad ardere, un amore in frantumi o una fede smarrita ci fanno credere che sia tutto finito, che non ce la facciamo più. Non è vero. Non è mai vero. Non importa quali siano le nostre azioni, non importa dove ci siamo persi, la luminescenza non svanisce mai."




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Traslation: Dalila Coviello 


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venerdì 15 gennaio 2016

Moda: Cogli l'attimo con Didofà: orologi che custodiscono ricordi ed emozioni


Gli originali orologi 3D trendy, fashion ed emotivamente coinvolgenti.

Gli orologi da donna Didofà colpiscono subito per il loro concept coinvolgente e accattivante. Non sono semplici orologi da polso, ma piccoli scrigni che custodiscono ricordi ed emozioni.
Spesso capita che un gesto, un sapore o un profumo rievochino dolci ricordi sopiti in noi, come scriveva anche Marcel Proust nel suo libro "Alla ricerca del tempo perduto" descrivendo l'episodio della madeleine inzuppata nel tè, che col suo profumo e il suo sapore riportava la memoria dello scrittore all'infanzia.
È proprio questa la filosofia alla base degli orologi Didofà: ricreare questo intenso legame mentale tra emozione e oggetto, riproducendo all'interno del quadrante immagini capaci di innescare sensazioni di benessere e serenità.

Scegliere di indossare un orologio Didofà significa portare sempre con sé attimi importanti della propria vita e la storia che rappresentano. Ogni singolo orologio è realizzato a mano da maestri artigiani e curato nei minimi dettagli con attenzione e passione. 
Il design prende ispirazione dalla natura, dagli animali, da immagini da sogno o dai monumenti delle più belle città europee, come Parigi e Londra. 
Tutte le applicazioni sono in pasta modellabile, in rilievo ed ogni modello è un pezzo unico ed esclusivo proprio perché essendo realizzati a mano, nessuno orologio sarà mai uguale ad un altro. 

I miei modelli preferiti son quelli dedicati a Parigi, perché mi ricordano una città che ho amato e nella quale mi sono sentita fortemente me stessa. Sono anche delle ottime idee regalo per quelle persone alle quali tenete molto e a cui vorreste regalare del tempo, per ricordare: "Cogli l'attimo con Didofà"!







* Potete trovare gli original 3d watch Didofà nel loro sito oppure in tutte le gioiellerie autorizzate e scoprire tutte le novità di questo fashion object iscrivendovi ai loro canali social.
#coglilattimoDidofa

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Buzzoole

mercoledì 13 gennaio 2016

Che fine avrà fatto "Il Piccolo Principe"? Dal libro al film, la fantasia è essenziale nella vita. - No spoiler


Provare a trasporre il famosissimo libro di Antoine de Saint-Exupéry in una pellicola cinematografica sembrava un'impresa impossibile. 

Non avrei mai pensato di parlare de "Il Piccolo Principe" nel mio blog, né del suo film d'animazione, perché sono sempre stata convinta che questo capolavoro non si potesse recensire
È un libro che va sentito nell'anima e che in ognuno può suscitare stati d'animo diversi. È uno dei primi libri che ho letto all'età di circa 8 anni e che ho poi riletto in più occasioni (anche in lingua originale) ed ogni volta si è lasciato scoprire un po' in più e mi ha insegnato qualcosa di nuovo.

Il Piccolo Principe è stato scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, tradotto in 253 lingue e ha tantissimi livelli di lettura che lo rendono accessibile a qualsiasi tipo di lettore e di età.
Può essere letto come un dialogo tra un adulto e un bambino (l'aviatore e il Piccolo Principe), dove si spiega e comprende che spesso la fantasia dei più piccoli non viene capita dai grandi, che crescono dimenticando di esser stati bambini
Un altro livello di lettura è che, essendo il Piccolo Principe un alieno, si ha l'occasione, attraverso il suo punto di vista, di poter capovolgere il modo in cui di solito guardiamo le cose e le persone. 
Altra chiave di lettura è l'addomesticamento della volpe, con la quale il Piccolo Principe instaura un legame che lo aiuta a maturare e comprendere gli errori nel rapporto con la rosa prediletta, amata, ma abbandonata.
Inoltre troviamo il serpente che rappresenta la crescita ma anche la morte come evento naturale e, ancora, la descrizione degli spazi, spesso luoghi dominati dalla solitudine, metafora degli anni della guerra.
Come dicevo all'inizio, però, ognuno può trovarci tantissime altre chiavi di lettura in base alla propria sensibilità. 



Ero curiosissima di vedere come fosse stato animato un capolavoro del genere e ammetto che ero molto prevenuta. Per fortuna mi sono innamorata della pellicola tanto quanto del libro.
Il film d'animazione si svolge su due livelli ben distinti, quello in cui la bambina protagonista, con la vita programmata dalla madre, conosce e fa amicizia con l'anziano aviatore, sviluppato con la tecnica d'Animazione 3D e quello del racconto dell'aviatore da giovane, l'incontro con Piccolo Principe e la storia delle sue avventure, rappresentato con la tecnica Stop Motion. Questo metodo consente di riproporre e valorizzare, animandoli, i disegni di Saint-Exupéry che accompagnano il libro.

Quando mi sono trovata sullo schermo, il "mio" Piccolo Principe, quello che fino ad oggi si animava solo nella mia fantasia, è stata un'emozione pazzesca. Essere catapultata nella poesia delle illustrazioni di Saint-Exupéry e poter provare l'impressione viva dell'animarsi della volpe, della rosa, del re e di tutti i personaggi è stata pura magia.
Il doppiaggio in italiano non mi ha entusiasmato, invece, soprattutto per quanto riguarda la rosa (Micaela Ramazzotti) e la volpe (Stefano Accorsi). Credo sia stato voluto il loro biascicamento languido, ma l'ho bocciato.

Per il resto, promuovo a pieno questo film d'animazione che è riuscito a rappresentare il messaggio che "non si vede bene che col cuore" e che la fantasia è essenziale nella vita.
E il Piccolo Principe che fine avrà fatto? Sarà morto? Sarà cresciuto? Avrà ritrovato la sua rosa? E la volpe?
Beh, leggete il libro e poi guardate il film per scoprirlo.


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